Pubblicato nel 2024 da The Belknap Press of Harvard University Press, Inheritance: The Evolutionary Origins of the Modern World di Harvey Whitehouse affronta il problema delle forze profonde che hanno reso possibile la civiltà e che continuano a condizionare le scelte collettive. Il suo punto di partenza è che gli esseri umani non costruiscono le società partendo da una condizione neutra: ricevono un’eredità composta da capacità cognitive, disposizioni emotive, forme di apprendimento e tradizioni trasmesse attraverso molte generazioni. Comprendere tale eredità significa interrogarsi sul rapporto fra ciò che sembra naturale e ciò che è stato prodotto dalla storia, fra inclinazioni universali e istituzioni particolari, fra possibilità di cooperazione e tendenze distruttive. Whitehouse osserva questi problemi da una prospettiva che congiunge antropologia, psicologia, archeologia, storia e scienze evoluzionistiche, nella convinzione che nessuna disciplina isolata possa spiegare adeguatamente la complessità del comportamento sociale. Le domande che attraversano l’opera riguardano quindi la nascita delle appartenenze, l’autorità esercitata da idee non verificabili, la capacità di sacrificarsi per individui estranei e la trasformazione di piccole comunità in sistemi politici estesi. Sono interrogativi che acquistano particolare rilievo in un’epoca segnata da crisi ambientali, polarizzazione ideologica e tecnologie capaci di moltiplicare tanto la cooperazione quanto il conflitto. Il libro merita attenzione perché non considera la natura umana una condanna immutabile, ma un insieme di risorse e vulnerabilità che le culture possono organizzare in modi differenti. L’eredità evocata dal titolo è perciò una responsabilità: conoscerne la formazione è la condizione preliminare per non dissiparla e per orientarne consapevolmente gli sviluppi futuri.
“Inheritance: The Evolutionary Origins of the Modern World”, Harvey Whitehouse (The Belknap Press of Harvard University Press, 2024)



