Intelligenza artificiale e nuova politica industriale
Il 6 aprile 2026, OpenAI ha pubblicato un documento di tredici pagine intitolato Industrial Policy for the Intelligence Age: Ideas to Keep People First. Il documento propone una tassa sui robot, un fondo pubblico di ricchezza nazionale, la sperimentazione della settimana lavorativa di trentadue ore a parità di salario, e meccanismi automatici di sostegno al reddito quando la disoccupazione causata dall’AI supera soglie predefinite. A firmarlo è l’azienda che, al momento della pubblicazione, valeva 852 miliardi di dollari ed era in procinto di trasformarsi da organizzazione senza scopo di lucro in società for-profit. La coincidenza non è casuale, ma non è nemmeno sufficiente a spiegare il documento. Per comprenderlo è necessario collocarlo in una storia più lunga — quella del capitalismo che incontra le proprie contraddizioni e trova nel riformismo la risposta più efficace alla pressione che ne deriva.

