Pubblicato nel 2024 da Oxford University Press, il libro di Marco Roscini indaga i limiti dell’ingerenza internazionale. La questione riguarda lo spazio riconosciuto alle comunità politiche per decidere autonomamente del proprio destino. Acquista rilievo quando le scelte di uno Stato suscitano opposizione o timori oltre i suoi confini. La pretesa di condizionarle può presentarsi come difesa della sicurezza, sostegno alla libertà o protezione delle persone. Occorre stabilire quali limiti giuridici incontrino queste pretese e chi possa farle valere. Il principio di non intervento occupa questo terreno, dove indipendenza e rapporti di potere si intrecciano. La sua frequente invocazione diplomatica convive con incertezze profonde sul contenuto delle condotte vietate. Roscini affronta il problema attraverso la storia e il diritto internazionale, esaminando le giustificazioni degli Stati e le reazioni che provocano. Questo confronto permette di distinguere una regola condivisa da un’affermazione politicamente conveniente. Il libro merita attenzione perché interroga le condizioni dell’autonomia in un mondo diseguale. Tale autonomia interessa anche la partecipazione delle popolazioni alla definizione del proprio ordinamento. Comprenderne le garanzie significa chiarire come il diritto distribuisca l’autorità e protegga le comunità politiche dalle decisioni imposte dall’esterno. La domanda attraversa l’intera ricerca e conserva rilievo anche quando cambia la natura dei poteri coinvolti.
“International Law and the Principle of Non-Intervention: History, Theory, and Interactions with Other Principles”, Marco Roscini (Oxford University Press, 2024)



