“Islam: A New History from Muhammad to the Present” John Tolan (Princeton University Press, 2025)
Il libro di John Tolan, pubblicato da Princeton University Press nel 2025, parte da una domanda solo in apparenza semplice: che cos’è “l’Islam”? La risposta, fin dalle prime pagine, non viene cercata in una definizione unica, ma nel movimento della storia: ciò che gli uomini e le donne hanno chiamato “Islam” in quattordici secoli, in contesti sociali, linguistici e politici diversissimi, non coincide mai pienamente con un’essenza immobile. Tolan insiste su un punto che orienta l’intera opera: la stessa parola “Islam” designa, nelle lingue europee, insieme una religione e una civiltà, e questa ambiguità crea malintesi, stereotipi e semplificazioni. Per sottrarsi alle caricature contemporanee (l’Islam come religione “violenta” o, per contro, “naturalmente pacifica”), l’autore propone di osservare come credenze, pratiche, istituzioni e immaginari si siano costruiti nel tempo, spesso per confronto con ebrei e cristiani, e sempre dentro società concrete. Il suo sguardo dichiaratamente storico, non teologico, cerca quindi non “verità eterne”, ma trasformazioni: l’Islam dei primi califfi non è quello dei giuristi di Baghdad, dei maestri sufi, dei riformatori ottocenteschi o dei musulmani del XXI secolo. L’immagine di copertina dedicata a Rabia al-Adawiyya, mistica dell’VIII secolo raffigurata però secondo canoni artistici indo-mughal del Settecento, diventa così un emblema: unità di riferimenti comuni, ma pluralità delle forme storiche che li incarnano.


