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La ragione artificiale: come le macchine imparano a pensare

Come il Deep Learning riapre l'antico dibattito filosofico tra empirismo e razionalismo attraverso l'opera di Cameron Buckner e Friedrich Hayek.

feb 24, 2026
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a painting of a room with a lot of different things on it
Photo by Micha Frank on Unsplash


Deep Learning, filosofia della mente e la natura dell’astrazione cognitiva


Nella storia intellettuale di una civiltà, ci sono strumenti che finiscono per ridefinire le domande che quella civiltà si pone su se stessa. Non perché lo strumento pensi o intenda, ma perché il suo funzionamento — ciò che riesce a fare e ciò in cui fallisce — rende improvvisamente visibili strutture del pensiero che prima erano implicite, date per scontate, sottratte all’esame critico. L’intelligenza artificiale contemporanea è uno di questi strumenti, e la domanda che solleva non è primariamente tecnica: non riguarda la velocità di elaborazione né la dimensione dei dataset, ma tocca qualcosa di più fondamentale — cosa distingue l’elaborazione dell’informazione dalla comprensione, il riconoscimento di pattern dal ragionamento genuino, la produzione di risposte corrette dal sapere perché sono corrette.


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