Come può l’Europa conservare la capacità di decidere del proprio futuro? È la domanda al centro di L’Europa in un mondo che cambia, il volume collettivo di ASTRID curato da Giuliano Amato, Franco Bassanini e Marcello Messori, pubblicato da Passigli Editori nel 2026. L’opera mette in relazione economia, sicurezza e istituzioni per individuare le condizioni necessarie a sostenere il modello europeo in un contesto internazionale profondamente trasformato.
L’invasione russa dell’Ucraina, la competizione tecnologica e le iniziative dell’amministrazione Trump hanno reso più precari alcuni presupposti dello sviluppo europeo: energia importata a basso costo, protezione militare statunitense e mercati internazionali relativamente aperti. Secondo gli autori, questi cambiamenti hanno accentuato debolezze precedenti, dalla bassa crescita della produttività all’invecchiamento demografico, dalla specializzazione in tecnologie mature alla difficoltà di trasformare ricerca e risparmio in investimenti innovativi.
La competitività richiede quindi una trasformazione produttiva sostenuta da competenze, capitali e politiche comuni. Tra le proposte raccolte nel volume figurano l’impiego degli acquisti pubblici per sostenere prodotti e servizi innovativi e lo sviluppo di finanziamenti congiunti tra imprese consolidate e nuove iniziative tecnologiche. La dimensione europea è decisiva anche per evitare che gli aiuti nazionali favoriscano soprattutto i Paesi con maggiori risorse di bilancio. Innovazione e coesione territoriale devono procedere insieme, attraverso interventi valutabili nei risultati.
La transizione ambientale mostra quanto queste scelte siano interdipendenti. Gli autori sottolineano che riduzione delle emissioni, competitività industriale e sicurezza energetica richiedono investimenti e una distribuzione degli oneri socialmente sostenibile. Servono reti interconnesse, forniture diversificate e strumenti capaci di gestire la variabilità delle rinnovabili. Nell’impostazione discussa nel volume, la domanda di energia verrebbe sempre più coperta dalle rinnovabili, e il nucleare coprirebbe il carico di base, cioè la domanda continuativa di energia, sostituendo il gas per compensare le oscillazioni produttive. Costi, sicurezza e consenso restano condizioni essenziali.
Anche nel digitale l’autonomia consiste nel governare le dipendenze e investire in ricerca e sviluppo per mantenere possibilità di scelta. Infrastrutture, formazione, standard aperti e sistemi interoperabili possono ridurre il legame obbligato con singoli fornitori. Regolazione, tutela della concorrenza e politica industriale devono svolgere funzioni complementari. Il completamento del mercato unico richiede inoltre collegamenti fisici efficienti: trasporti e logistica continuano a incidere sulle opportunità delle imprese e sulle distanze economiche tra territori.
La stessa esigenza di coordinamento riguarda difesa e commercio. Aumentare separatamente le spese militari nazionali conserva duplicazioni e frammentazione; rafforzare capacità comuni richiede continuità degli impegni e cooperazione industriale; il braccio europeo della Nato può assicurare il coordinamento di sistemi di difesa nazionali che solo con il tempo evolveranno in sistemi europei. Essenziale è il contributo dei paesi europei extra UE (UK; Norvegia, Ucraina in primis). Sul piano commerciale, l’autonomia strategica comporta una riduzione selettiva delle dipendenze critiche, accompagnata dalla diversificazione dei partner e dalla cooperazione internazionale.
Il nodo comune è quello delle risorse e delle responsabilità. Per gli autori, difesa, infrastrutture e innovazione producono benefici che superano i confini nazionali e giustificano un’organizzazione europea. Una rafforzata capacità fiscale comune, la mobilitazione del risparmio privato e mercati finanziari più integrati debbono sostenerne lo sviluppo. Il debito condiviso richiede però entrate credibili e garanzie definite: la crescita futura non basta, da sola, ad assicurarne il rimborso. Regole di bilancio e coordinamento tributario devono inserirsi in questo disegno.
Il volume propone così un percorso di integrazione pragmatico, utilizzando in modo innovativo tutti gli strumenti disponibili senza attendere una revisione complessiva dei Trattati. L’obiettivo è trasformare risorse potenziali in capacità effettive, mantenendo insieme autonomia, sostenibilità e protezione sociale.


