Londra vincola la fusione Paramount-Warner all’accesso agli archivi di CNN e CBS News
Il pluralismo dipende anche da chi può riutilizzare le immagini del passato
Il 6 agosto 2026 il governo britannico ha autorizzato, sul versante dell’interesse pubblico, la proposta acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount Skydance, un’operazione del valore d’impresa dichiarato di 110 miliardi di dollari, dopo avere ottenuto impegni giuridicamente vincolanti sul pluralismo dei media, sull’indipendenza editoriale e sull’accesso agli archivi. Nello stesso giorno la Competition and Markets Authority ha concluso che la concentrazione non presenta una prospettiva realistica di riduzione sostanziale della concorrenza nel Regno Unito. Fra gli impegni assunti da Paramount ce n’è uno meno visibile degli obblighi relativi a Channel 5 o CNN International, ma più interessante per comprendere come viene prodotta la cultura contemporanea: per cinque anni dovrà essere mantenuto, a favore di licenziatari qualificati, l’accesso agli archivi di CNN, CBS News e Channel 5 a «standard commercial terms». Il Deed of Undertaking sottoscritto da Paramount trasforma così l’accesso a immagini televisive storiche in una condizione esplicita della regolazione di una fusione. Il punto non riguarda soltanto il mercato delle licenze. Un archivio audiovisivo è anche un’infrastruttura dalla quale documentaristi, giornalisti e produttori ricavano le prove visive attraverso cui il passato può essere nuovamente raccontato. La tesi è che il plularismo culturale non dipenda soltanto dal numero di imprese capaci di pubblicare contenuti nel presente: dipende anche dalla distribuzione del controllo sugli input documentari necessari per costruire nuove rappresentazioni del passato. Il caso Paramount-Warner rende visibile una forma di concentrazione che le categorie ordinarie della concorrenza e del pluralismo editoriale misurano solo parzialmente. (GOV.UK)


