“Love” Barbara H. Rosenwein (Polity Press, 2022)
Nel volume “Love” di Barbara H. Rosenwein (Polity Press, 2022) l’amore non viene trattato come un sentimento semplice, naturale e invariabile, né come un ideale morale da difendere o correggere, ma come un oggetto storico: qualcosa che le società occidentali hanno immaginato, nominato, regolato e messo in scena in modi molteplici nel tempo. L’autrice parte da un’intuizione netta: quando diciamo “amore” tendiamo a credere di indicare un’esperienza universale, e invece spesso stiamo attivando un insieme di aspettative, storie, immagini e norme che abbiamo ereditato e che continuano a influenzare ciò che desideriamo e ciò che riteniamo “autentico”. Rosenwein prova allora a capire come siamo arrivati alle nostre idee contemporanee: non attraverso una cronologia lineare, ma seguendo alcune grandi trame che attraversano secoli, cambiano forma, si sovrappongono e competono tra loro. Il punto non è stabilire che cosa l’amore “sia” davvero, bensì ricostruire come sia stato pensato e reso credibile in contesti storici diversi, e perché certe immagini del legame amoroso restino per noi seducenti anche quando entrano in conflitto con la realtà quotidiana. In questa prospettiva, l’amore diventa un prisma attraverso cui osservare rapporti di potere, modelli di genere, forme di vita religiosa, istituzioni come il matrimonio, e perfino trasformazioni economiche e culturali della modernità.


