"Lunacy. Ten False Promises of the New Space Age” Ben Bramble (Princeton University Press, 2026)
Lunacy. Ten False Promises of the New Space Age di Ben Bramble, pubblicato da Princeton University Press nel 2026, affronta una delle questioni più cariche di promesse e di ambiguità del presente: il ritorno dell’umanità nello spazio non più come esplorazione temporanea, ma come progetto stabile di espansione, colonizzazione, sfruttamento economico e trasformazione politica. Il libro nasce dentro un contesto in cui governi, grandi imprese private e figure pubbliche di enorme influenza descrivono la nuova corsa allo spazio come una necessità storica, una via di salvezza, un destino quasi inevitabile. Bramble osserva questa narrazione da una prospettiva diversa: non si chiede soltanto se sia tecnicamente possibile costruire basi lunari, colonie marziane, miniere sugli asteroidi o stazioni spaziali abitate, ma se le ragioni addotte per farlo siano davvero solide. Il suo punto di vista è quello della filosofia morale applicata ai grandi progetti collettivi: ogni promessa del New Space Age viene esaminata non per il fascino che esercita, ma per il suo valore effettivo, per i rischi che comporta e per ciò che rivela sul modo in cui l’umanità comprende se stessa. Il libro merita attenzione perché sposta la discussione dallo stupore tecnologico alla responsabilità politica ed etica. La domanda di fondo non è se possiamo andare nello spazio, ma se dovremmo farlo nei modi oggi proposti. E, soprattutto, se l’entusiasmo per Marte, per la Luna e per le ricchezze cosmiche non stia diventando una forma di distrazione rispetto ai problemi terrestri più urgenti.


