“Medicine on a Larger Scale: Global Histories of Social Medicine” Anne Kveim Lie, Jeremy A. Greene, Warwick Anderson (Cambridge University Press & Assessment, 2025)
In un tempo in cui le disuguaglianze sanitarie si allargano e l’ingiustizia ecologica ridisegna, spesso in modo brutale, le condizioni della vita collettiva, parlare di “medicina” come se fosse soltanto un insieme di tecniche e competenze cliniche non basta più. “Medicine on a Larger Scale. Global Histories of Social Medicine” (Cambridge University Press & Assessment, 2025) si colloca esattamente in questo punto di attrito: tra ciò che la medicina sa fare sul corpo individuale e ciò che resta invisibile se non si considera la trama sociale, economica e politica che produce malattia, cura e vulnerabilità. Il libro non propone una definizione rassicurante, né una genealogia lineare: mette in scena piuttosto una costellazione di esperienze, linguaggi e lotte in cui la “medicina sociale” appare, di volta in volta, come disciplina, progetto istituzionale, etica professionale, pratica di governo, oppure come critica radicale dell’ordine esistente. Ciò che rende l’opera rilevante non è soltanto l’ampiezza geografica, ma l’idea che una storia globale della medicina sociale possa offrire un passato “utilizzabile” per pensare politiche della salute più adeguate alle crisi contemporanee.


