Monitoraggi Globali
Stroncature produce due monitoraggi. Il primo è Global Opinions una analisi delle pubblicazioni settimanali dei più importanti Think Tank delle democrazia liberali nel mondo, il cui fine è quello di dare a lettore il polso del dibattito (serio) nel mondo, nella convinzione che non esistano i fatti ma solo gli “artefatti”, vale a dire opinioni e cioè teorie. Il secondo è la Rassegna della Stampa Tedesca, per conto della Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano, che ha il compito di consentire al lettore italiano di seguire il dibattito pubblico in Germania in una fase storica in cui il paese sta cambiano il suo ruolo profondamente nella sua politica interna e nella sua postura internazionale.
Quelli che seguono sono i numeri più recenti.
Rassegna della stampa tedesca #166
Il testo che segue presenta il monitoraggio della stampa tedesca curato dalla redazione di Stroncature per conto della Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano e copre il periodo compreso tra il 18 e il 26 aprile 2026. L’obiettivo della rassegna è offrire una lettura strutturata e documentata delle principali dinamiche politiche, strategiche, economiche e sociali che attraversano la Germania, attraverso una selezione mirata di articoli pubblicati dalle principali testate nazionali.
Global Opinions - n. 2 aprile/2026
Nella settimana 26 marzo–26 aprile 2026, le analisi dei principali think tank convergono su un quadro in cui la competizione strategica non si organizza più attorno a singoli teatri di crisi, ma lungo una rete interdipendente di conflitto militare, pressione economica, sicurezza energetica, controllo tecnologico e resilienza istituzionale. Il confronto tra Stati Uniti e Cina attraversa ormai simultaneamente commercio, governance multilaterale, influenza educativa, infrastrutture digitali e standard tecnologici, mentre il Medio Oriente torna a funzionare come moltiplicatore sistemico di rischio per inflazione, prezzi energetici, catene di approvvigionamento e credibilità delle alleanze. Sul piano militare, la riflessione strategica si concentra sulla necessità di passare da modelli di deterrenza fondati su piattaforme pregiate e limitate a ecosistemi industriali capaci di produrre massa, interoperabilità, munizioni, droni, capacità attritabili e surge capacity tra teatri euro-atlantici e indo-pacifici.



