Il 12 ottobre 2026 la rivista Synthese ha pubblicato uno studio di James Vafiadis dedicato alla concezione dell’oggettività scientifica sviluppata da Niels Bohr. Il lavoro, intitolato To be is to measure: Bohr and the participatory conditions of objectivity, propone una ricostruzione filosofica della meccanica quantistica nella quale la misurazione non viene considerata soltanto uno strumento per conoscere proprietà fisiche già determinate, ma una componente delle condizioni attraverso cui tali proprietà acquistano un significato sperimentale preciso. La distinzione riguarda uno dei presupposti più profondi della conoscenza scientifica. Quando uno strumento registra una grandezza, normalmente assumiamo che il risultato ci informi su qualcosa che appartiene al mondo indipendentemente dall’operazione compiuta per osservarlo. La fisica quantistica costringe a precisare questa assunzione, perché le grandezze che possono essere determinate dipendono anche dalla configurazione dell’esperimento. Il problema non riguarda soltanto la possibilità di ottenere misurazioni accurate. Riguarda il significato dell’oggettività quando l’osservazione non può essere completamente separata dalle condizioni fisiche che la rendono possibile.
Nella fisica quantistica, le condizioni dell’esperimento determinano quali proprietà possiamo misurare
La meccanica quantistica mostra che le condizioni sperimentali determinano quali proprietà possiamo conoscere, riaprendo il problema del significato dell’oggettività scientifica.
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