Il 7 ottobre 2026 Science Europe ha pubblicato Science Communication and Research Culture, un documento di orientamento rivolto alle organizzazioni che finanziano e svolgono attività scientifica. Le raccomandazioni riguardano un cambiamento istituzionale preciso: la comunicazione non dovrebbe essere considerata un’attività aggiuntiva, svolta dopo la conclusione della ricerca, ma una funzione riconosciuta e sostenuta durante le diverse fasi della produzione scientifica. Il documento nasce anche da una ricognizione condotta nel 2025 fra le organizzazioni associate, dalla quale emerge una distanza fra il riconoscimento formale dell’importanza della comunicazione e la sua effettiva integrazione nei sistemi di finanziamento, organizzazione e valutazione delle carriere. Il problema, tuttavia, è più ampio di quello affrontato dalle politiche di comunicazione universitaria. Ogni giorno viene prodotta una quantità considerevole di conoscenza scientifica che rimane scarsamente utilizzata da persone, amministrazioni e organizzazioni potenzialmente interessate. Rendere pubblici i risultati non garantisce che qualcuno riesca a individuare quelli pertinenti, comprenderne le condizioni di validità e integrarli in una decisione. La questione riguarda quindi il rapporto fra produzione della conoscenza e capacità della società di impiegarla, e richiede di distinguere la diffusione delle informazioni dai processi attraverso cui vengono identificati i problemi, formulate le domande e valutate le soluzioni.
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