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Perché una legge statistica può spiegare fenomeni che hanno cause diverse

La regolarità dei risultati collettivi riapre il problema del rapporto fra probabilità, causalità e spiegazione scientifica.

ott 26, 2026
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L’8 ottobre 2026 lo European Journal for Philosophy of Science ha pubblicato uno studio di Stefan Roski, dell’Università di Zurigo, dedicato a una questione fondamentale della filosofia della scienza: una legge statistica può spiegare un fenomeno reale senza fornire informazioni sulle cause che lo hanno prodotto? Il problema emerge quando eventi individuali differenti generano risultati collettivi simili. Il lancio ripetuto di dadi, il decadimento radioattivo, la distribuzione di alcuni caratteri biologici e le variazioni delle prestazioni individuali possono presentare regolarità descrivibili attraverso le stesse strutture probabilistiche, nonostante dipendano da processi fisici profondamente differenti. Marc Lange ha sostenuto che alcune di queste regolarità costituiscano autentiche spiegazioni non causali, perché la loro forza esplicativa deriva dalle proprietà matematiche della probabilità anziché dalla ricostruzione dei processi che hanno prodotto gli eventi. Roski contesta questa interpretazione: le leggi statistiche possono spiegare fenomeni empirici soltanto quando determinate condizioni causali ne rendono appropriata l’applicazione. La controversia riguarda il significato stesso di spiegare. Una teoria può rendere comprensibile un risultato senza identificarne le cause particolari; resta però da stabilire se questa indipendenza dai dettagli causali equivalga a una spiegazione indipendente dalla causalità.

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