“Populism and Fascism” Carlos de la Torre (Cambridge University Press, 2025)
Populism and Fascism di Carlos de la Torre, pubblicato da Cambridge University Press nel 2025, affronta una questione che negli ultimi anni è tornata al centro del dibattito pubblico e scientifico: come interpretare la crescita della destra radicale, il successo di leader che si presentano come interpreti esclusivi del popolo e la progressiva erosione delle regole democratiche dall’interno delle stesse democrazie. Il libro nasce da una domanda semplice solo in apparenza: siamo di fronte a un ritorno del fascismo, oppure a forme nuove di populismo autoritario? De la Torre non tratta questa alternativa come una disputa nominalistica, perché scegliere una categoria piuttosto che un’altra significa anche comprendere diversamente il rapporto tra leadership, popolo, violenza, elezioni e istituzioni. L’opera si colloca quindi in uno spazio delicato, dove l’analisi storica incontra la diagnosi politica del presente. Il fascismo, per l’autore, non può essere ridotto a un insulto generico contro ogni forma di autoritarismo; allo stesso tempo, il populismo non può essere usato come formula attenuante per normalizzare movimenti e leader che attaccano il pluralismo, delegittimano gli avversari e alimentano polarizzazione. Il merito del libro sta proprio nel tentativo di distinguere senza separare artificialmente: fascismo e populismo hanno somiglianze profonde, ma producono effetti diversi sulla democrazia. La prospettiva dell’autore è insieme storica, comparativa e teorica. Storica, perché ricostruisce le condizioni di nascita del fascismo classico e le sue trasformazioni successive; comparativa, perché mette in relazione Europa, Stati Uniti e America Latina; teorica, perché discute le definizioni di fascismo e populismo e mostra quanto sia difficile usarle con precisione. Il volume invita dunque a leggere il presente senza cedere né all’allarmismo indistinto né alla rassicurazione superficiale. Il punto di partenza non è stabilire se un singolo leader “sia” fascista o populista in senso assoluto, ma capire quali logiche politiche mette in moto, quali nemici costruisce, come usa le elezioni, quale rapporto instaura con la violenza e quali limiti riconosce alle istituzioni democratiche.


