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“Profit and Power: Arbitrage in the Era of the Multinational Corporation”, Ronen Palan (Cambridge University Press, 2026)

ott 05, 2026
∙ A pagamento

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Quando si parla del potere delle grandi imprese, si pensa anzitutto alle dimensioni dei loro mercati, ai prodotti che vendono e alle risorse finanziarie di cui dispongono. Eppure la loro capacità di agire dipende anche da qualcosa di meno visibile: il modo in cui sono costituite, i diritti che possiedono e le regole alle quali rispondono. Una decisione economicamente unitaria può essere compiuta attraverso soggetti giuridici diversi; chi osserva un’attività in un paese può così vederne soltanto una parte. In Profit and Power, pubblicato da Cambridge University Press nel 2026, Ronen Palan affronta le domande che nascono da questa distanza fra ciò che un’impresa fa e il modo in cui il diritto la riconosce. Come si individua il responsabile di una scelta quando più società partecipano alla stessa attività? Che rapporto esiste fra la ricchezza attribuita a un’impresa e la sua capacità di ottenere redditi in futuro? Quanto spazio di manovra nasce dal fatto che gli affari attraversano le frontiere, mentre l’autorità degli Stati incontra confini territoriali? Palan osserva questi problemi dalla prospettiva concreta di chi organizza e dirige le imprese, senza perdere di vista le conseguenze collettive delle sue decisioni. Il libro merita attenzione perché porta una questione apparentemente tecnica al centro del rapporto fra economia, diritto e potere. Invita a chiedersi non soltanto quali regole esistano, ma chi sia in grado di scegliere come operare al loro interno e quali effetti quella scelta produca sugli altri.

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