Punti cardinali #114
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
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“The Engine of Scientific Discovery” Alexander Krauss (Oxford University Press, 2026)
Pubblicato nel 2026 da Oxford University Press, The Engine of Scientific Discovery di Alexander Krauss parte da una domanda che sembra semplice e invece è tra le più elusive: che cosa fa scattare davvero le grandi scoperte scientifiche? Il libro invita a spostare lo sguardo dal racconto eroico dei “geni” e delle idee improvvise verso un elemento più concreto e, secondo l’autore, più determinante: l’invenzione e l’adozione di nuovi metodi e nuovi strumenti. Krauss propone di leggere la storia della scienza come una storia di “nuovi occhi”: dispositivi, procedure e tecniche che rendono osservabile, misurabile e quindi pensabile ciò che prima restava invisibile o indistinto. L’ambizione non è soltanto interpretativa. Nel momento in cui si identifica un motore ricorrente, diventa possibile discutere se e come accelerare il ritmo delle scoperte, ridurre l’apparente casualità e progettare contesti capaci di moltiplicare i breakthrough. La posta in gioco, nel libro, non è la celebrazione del progresso, ma la comprensione dei suoi meccanismi: capire perché alcune epoche e alcuni campi sembrano esplodere di risultati, mentre altri ristagnano; perché certe rivoluzioni appaiono improvvise; perché tante scoperte, a posteriori, sembrano “inevitabili”, ma arrivano tardi.
“5G and Beyond: Rewiring Telecom Regulation” Rohit Prasad; V. Sridhar (Oxford University Press, 2025)
In 5G and Beyond: Rewiring Telecom Regulation (Oxford University Press, 2025), Rohit Prasad e V. Sridhar partono da un punto semplice ma spesso eluso: le reti di telecomunicazione non sono più un “settore” separato, con regole proprie e confini relativamente stabili, bensì l’infrastruttura portante di un’economia digitale in cui servizi, piattaforme e catene del valore si sovrappongono. Per questo, sostengono, non basta aggiornare qualche dettaglio tecnico o amministrativo: occorre “ricablare” l’impianto regolatorio, cioè ripensare finalità, perimetri, strumenti e soggetti della regolazione. Il libro invita a guardare alla transizione 5G–6G come a un momento di discontinuità istituzionale, non solo tecnologica: crescono i poteri delle grandi piattaforme, cambia la struttura industriale (nuovi intermediari, nuovi modelli di integrazione), aumenta lo stress sulle reti per effetto dell’esplosione del consumo di contenuti e di applicazioni, e si allunga la filiera con attori come cloud provider, software vendor, tower company, operatori virtuali e “neutral host”. Il filo conduttore non è la celebrazione del 5G, ma la domanda su quali regole rendano possibile un equilibrio tra innovazione, concorrenza, investimenti infrastrutturali, tutela degli utenti e rischi di overreach regolatorio. Da qui la proposta di concetti e criteri nuovi—come separazione funzionale, “diagonal equity” e “digital neutrality”—che intendono superare l’asimmetria tradizionale tra operatori licenziati e servizi OTT, e costruire una regolazione coerente con la convergenza in atto.
“The Anatomy of Experience” Jody Azzouni (Oxford University Press, 2025)
The Anatomy of Experience. Phenomenology, Cognitive Science and Epistemology (Oxford University Press, 2025) è un tentativo di ricostruire, con ambizione sistematica, che cosa possiamo davvero imparare dall’introspezione e, soprattutto, che cosa non possiamo imparare da essa. Azzouni mette al centro l’esperienza umana così come ci appare dall’interno, ma la tratta come un oggetto teorico: qualcosa da descrivere con attenzione, da confrontare con ciò che diciamo di noi stessi nel linguaggio ordinario e da misurare contro le acquisizioni delle scienze cognitive e delle neuroscienze. Il libro nasce da un nodo filosofico preciso: l’eredità cartesiana dell’idea che la mente sia “trasparente” a se stessa e che l’introspezione fornisca un accesso privilegiato non solo a ciò che proviamo, ma anche ai meccanismi conoscitivi che ci portano a credere, inferire, ricordare e sapere. L’autore sostiene invece che questa fiducia è eccessiva: l’introspezione è una fonte di dati, ma non è un microscopio della vita mentale, né un tribunale capace di distinguere con sicurezza “che cosa viene dai sensi” da “che cosa è giudizio”, “che cosa è memoria” da “che cosa è inferenza”. Il risultato è un invito a riconsiderare, in modo sobrio e argomentativo, i confini della nostra auto-comprensione: non per svalutare l’esperienza, ma per chiarire che tipo di epistemologia può reggere quando il soggetto non è più il sovrano perfettamente informato delle proprie facoltà.
Licosia
È la casa editrice di Stroncature. Nata nel 2015, pubblica testi di saggistica ed opere scientifica.
Amina: Storia e archeologia di Pontecagnano tra Etruschi, Greci e Romani
Molto prima che diventasse Picentia, Amina fu una città viva, autonoma, profondamente mediterranea. Questo libro ne racconta la storia: un centro etrusco-campano dinamico e articolato, protagonista delle rotte commerciali e dei sistemi politici dell’Italia preromana. Amina fu una città con istituzioni, templi, necropoli, modelli insediativi e forme di rappresentazione del potere proprie, che ne fanno uno dei più interessanti laboratori di civiltà dell’Italia antica. Attraverso l’analisi delle fonti archeologiche, epigrafiche e storiche, il volume ricostruisce il ruolo di Amina nella rete dei centri medio-tirrenici tra VIII e III secolo a.C., fino alla cesura imposta dalla conquista romana e alla rifondazione con il nome di Picentia.





