Punti cardinali #164
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Ogni numero mette a disposizione degli abbonati schede analitiche sulle opere più rilevanti: sintesi ragionate che restituiscono il nucleo teorico di ciascun volume, senza sacrificarne la profondità. Il risultato è un vantaggio concreto — assimilare in poco tempo strumenti di analisi che altrimenti richiederebbero settimane — e un accesso diretto al meglio del pensiero globale, indipendentemente dalla lingua o dal prezzo dell’originale.
L’intero catalogo, con migliaia di titoli, è disponibile per gli abbonati.
“Ghosts of Sicily”, Mark Harmon e Leon Carroll Jr. (Harper Select, 2026)
Pubblicato nel 2026 da Harper Select, Ghosts of Sicily di Mark Harmon e Leon Carroll Jr. affronta una delle zone più controverse della storia americana durante la Seconda guerra mondiale: il rapporto segreto instaurato tra l’intelligence navale degli Stati Uniti e alcuni esponenti della criminalità organizzata. Il problema posto dal libro non riguarda soltanto l’attendibilità delle ricostruzioni relative alla collaborazione di Lucky Luciano con le autorità militari. Investe una questione più generale: fino a che punto uno Stato democratico può servirsi di persone e strutture criminali quando ritiene minacciata la propria sopravvivenza? Gli autori osservano questa domanda attraverso le vicende concrete di investigatori, ufficiali, mafiosi, sindacalisti, informatori e uomini costretti a operare in territori nei quali la distinzione fra legalità e potere effettivo risultava tutt’altro che netta. La guerra trasforma così il porto di New York, le coste siciliane e le città italiane in spazi collegati da reti invisibili di conoscenze, fedeltà, paure e interessi. In questi ambienti, l’intelligence non può limitarsi a raccogliere documenti ufficiali: deve comprendere chi controlla realmente uomini, merci e informazioni. Il libro merita attenzione perché ricostruisce il funzionamento di questo potere informale senza presentarlo come un’alleanza lineare o priva di conseguenze. Mostra invece un intreccio nel quale il servizio reso alla nazione, il calcolo personale, l’antifascismo, l’opportunismo e la ricerca di legittimazione possono coesistere. La vicenda apre quindi interrogativi essenziali sul rapporto fra efficacia e responsabilità, sulla natura degli informatori e sul destino delle operazioni che, proprio perché segrete, possono essere successivamente negate, deformate o trasformate in mito.
“El Paso: One Hundred Years of Blood, Race, and Memory”, Jazmine Ulloa (Dutton, 2026).
Pubblicato nel 2026 da Dutton, El Paso: One Hundred Years of Blood, Race, and Memory di Jazmine Ulloa affronta una questione centrale nella storia degli Stati Uniti: il modo in cui una nazione definisce se stessa attraverso le persone che accoglie, respinge, controlla o considera estranee. El Paso costituisce un punto di osservazione particolarmente significativo perché la sua posizione geografica rende visibili tensioni che altrove possono apparire più astratte. In questo spazio di frontiera, infatti, appartenenza nazionale, identità culturale, mobilità del lavoro e classificazioni razziali si sovrappongono continuamente. Il confine non è soltanto una linea politica, ma un dispositivo che distingue individui apparentemente legittimati a entrare da altri sottoposti a sorveglianza, selezione o espulsione. Il libro invita quindi a interrogarsi su chi possa essere riconosciuto come americano, su quale memoria collettiva sostenga tale riconoscimento e su quanto le paure contemporanee dipendano da processi storici più antichi. Ulloa osserva questi problemi dalla prospettiva di una giornalista nata a El Paso, coinvolta personalmente nella storia della città ma interessata a ricostruirla con strumenti documentari e testimonianze familiari. La sua ricerca nasce anche dalla necessità di comprendere la violenza razzista che ha colpito la comunità locale e il linguaggio politico che l’ha preceduta. L’opera merita attenzione perché sottrae la frontiera alla rappresentazione semplificata di margine remoto o zona di emergenza, mostrando che proprio in luoghi come El Paso sono state elaborate pratiche, categorie e istituzioni decisive per l’intero paese. La domanda che attraversa la ricerca riguarda pertanto non soltanto la storia di una città, ma il rapporto fra memoria e cittadinanza: ciò che una comunità ricorda, ciò che dimentica e le conseguenze politiche prodotte da entrambe le operazioni.
“Separation of Powers: How to Preserve Liberty in Troubled Times”, Cass R. Sunstein, (The MIT Press, 2026)
Pubblicato nel 2026 da The MIT Press, Separation of Powers: How to Preserve Liberty in Troubled Times di Cass R. Sunstein affronta una questione decisiva per ogni ordinamento democratico: come impedire che il potere pubblico, anche quando deriva da elezioni regolari, si trasformi in uno strumento di dominio personale. Il problema non riguarda soltanto le dittature conclamate o i momenti eccezionali nei quali le istituzioni vengono apertamente sovvertite. Si manifesta anche quando le garanzie costituzionali sono progressivamente indebolite, le competenze degli organi dello Stato diventano indistinte e l’autorità politica pretende di sottrarsi ai limiti posti dalla legge. Sunstein osserva questi fenomeni dalla prospettiva del diritto costituzionale statunitense, ma le domande sollevate hanno una portata più ampia. Quali istituzioni possono proteggere i cittadini quando un governo considera ogni controllo un ostacolo? In che modo si conciliano efficienza decisionale, responsabilità democratica e tutela della libertà individuale? È sufficiente che chi governa sia stato eletto, oppure la democrazia richiede anche procedure, divisioni funzionali e possibilità di contestare le decisioni? L’opera invita a considerare la separazione dei poteri non come un meccanismo formale appartenente a un’epoca passata, ma come una protezione concreta contro la paura, l’arbitrio e l’uso personale dell’autorità pubblica. Al centro si trova l’idea che nessun individuo e nessuna istituzione debbano poter produrre le regole, applicarle e giudicare autonomamente le proprie azioni. Questa esigenza diviene particolarmente urgente nei periodi di conflitto politico, quando l’insofferenza verso i vincoli costituzionali può essere presentata come una risposta necessaria all’emergenza. Il libro merita dunque attenzione perché mostra quanto la libertà dipenda non soltanto dai diritti proclamati, ma anche dall’architettura istituzionale che ne rende possibile la difesa.
Licosia: ogni libro è un luogo
Licosia ha un nuovo sito. La casa editrice del circuito Stroncature — indipendente, di ispirazione liberale e laica — si presenta oggi con una veste completamente rinnovata, all’indirizzo di sempre: www.licosia.com. Pubblichiamo ricerca scientifica e accademica in collane con direttori e comitati scientifici, per una convinzione che ci accompagna da sempre e che anima anche Stroncature: sono la ricerca scientifica, culturale e tecnologica a muovere il mondo, e i libri ne sono il carburante. Da qui l’idea che dà forma al nuovo sito: ogni libro è un luogo. Un luogo dove si va per discuterne, dove si ritorna, di cui si può avere nostalgia o l’ansia di arrivare. Per questo, accanto al catalogo, alle collane, al processo di peer review e all’impegno per l’open access, ogni volume vive come una piattaforma — presentazioni video, dibattiti, incontri del circuito.
Due sezioni, in particolare, raccontano meglio di ogni altra che tipo di editore siamo. La prima è Risorse non una vetrina promozionale, ma un servizio vero, con guide pratiche e aggiornate su ciò che serve davvero a chi fa ricerca — la riforma del reclutamento, i requisiti che rendono spendibile una monografia, l’open access. Al suo interno abbiamo costruito uno screening dei finanziamenti per pubblicare e tradurre opere accademiche: oltre quaranta canali europei, nazionali, regionali, di ateneo, privati e degli istituti di cultura all’estero, filtrabili per criterio, con finestre, requisiti e link ufficiali, e uno stato “aperto/chiuso” che si aggiorna da solo. Ogni posizione aperta rimanda alla fonte, ogni pagina indica la data dell’ultima verifica: nessun gergo, solo il mestiere.
La seconda è la Community: lo spazio dove l’idea del libro come luogo diventa concreta. Qui autori e lettori continuano a discutere di un’opera oltre i tempi stretti dell’industria editoriale — gli autori pubblicano contributi, segnalazioni ed eventi legati ai loro libri, e la redazione li rilancia nel circuito Stroncature. È il posto in cui si torna, dopo aver letto, per trovare ancora qualcosa. Il modo migliore per capirlo è visitarlo.





