Punti cardinali #165
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Ogni numero mette a disposizione degli abbonati schede analitiche sulle opere più rilevanti: sintesi ragionate che restituiscono il nucleo teorico di ciascun volume, senza sacrificarne la profondità. Il risultato è un vantaggio concreto — assimilare in poco tempo strumenti di analisi che altrimenti richiederebbero settimane — e un accesso diretto al meglio del pensiero globale, indipendentemente dalla lingua o dal prezzo dell’originale.
L’intero catalogo, con migliaia di titoli, è disponibile per gli abbonati.
“The Sirens’ Call”, Chris Hayes (Taurus, 2026)
In El canto de las sirenas. Cómo la atención se ha convertido en nuestro bien más amenazado, pubblicato da Taurus nel 2026, Chris Hayes affronta una delle trasformazioni più pervasive della vita contemporanea: la crescente difficoltà degli individui nel decidere autonomamente a che cosa dedicare la propria attenzione. Non si tratta soltanto del tempo trascorso davanti agli schermi, dell’uso eccessivo dei telefoni o degli effetti dei social network. La questione riguarda qualcosa di più profondo: il rapporto tra attenzione, volontà e libertà personale. Se l’esperienza di ciascuno è costituita da ciò che entra nel suo campo mentale, perdere il controllo dell’attenzione significa vedere modificata dall’esterno la sostanza stessa della propria vita. Hayes osserva il problema dalla prospettiva di chi lavora professionalmente nella comunicazione e conosce i meccanismi attraverso i quali un’immagine, una notizia o una dichiarazione vengono costruite per conquistare il pubblico. Questa esperienza gli consente di interrogare anche le responsabilità dei media e degli operatori dell’informazione, senza però ridurre il fenomeno a una questione professionale o tecnologica. Il libro apre infatti domande che investono la psicologia, l’economia, la politica e l’organizzazione sociale: perché la capacità di concentrarsi sembra essersi indebolita? In quale misura le nostre scelte sono ancora autenticamente nostre? Che cosa accade quando imprese dotate di risorse immense studiano sistematicamente impulsi, preferenze e vulnerabilità umane? E quali conseguenze produce una società nella quale l’attenzione diventa contemporaneamente una risorsa economica, uno strumento di potere e un terreno di competizione? Hayes invita così a considerare la distrazione non come una debolezza individuale, ma come il sintomo di un assetto storico nel quale una facoltà intima della persona viene sottoposta a pressioni esterne sempre più organizzate.
“On the Future of Species: Authoring Life by Means of Artificial Biological Intelligence”, Adrian Woolfson, (The MIT Press, 2026)
Poche trasformazioni scientifiche sollevano interrogativi tanto radicali quanto la possibilità di passare dall’osservazione degli organismi alla loro progettazione intenzionale. In On the Future of Species: Authoring Life by Means of Artificial Biological Intelligence, pubblicato nel 2026 da The MIT Press, Adrian Woolfson esamina la soglia tecnologica alla quale è giunta la biologia contemporanea: un punto in cui l’essere umano potrebbe non limitarsi più a selezionare, modificare o correggere forme viventi prodotte dall’evoluzione, ma arrivare a concepirne di completamente nuove. Il problema non riguarda soltanto ciò che la scienza sarà tecnicamente capace di fare. Investe il significato attribuito alla vita, il rapporto tra natura e artificio, la responsabilità derivante dal controllo dei processi ereditari e i criteri con cui stabilire quali innovazioni siano accettabili. Se il genoma contiene una descrizione molecolare dell’organismo, comprenderne la logica potrebbe infatti consentire di intervenire sulla sua struttura con una profondità finora impensabile. Ma la capacità di riscrivere la materia vivente renderebbe necessario decidere quali aspetti della natura debbano essere conservati, quali possano essere migliorati e quali rischi non sia lecito correre. Woolfson osserva queste questioni da una prospettiva che unisce storia della biologia, genetica molecolare, teoria dell’evoluzione e sviluppo dell’intelligenza artificiale. Al centro del libro si trova pertanto una domanda che non ammette una risposta esclusivamente tecnica: che cosa accadrebbe se l’umanità acquisisse il potere di diventare autrice delle specie? Comprendere la portata di questa domanda significa confrontarsi con opportunità mediche e ambientali molto ampie, ma anche con la possibilità che un uso imprudente della biologia generativa produca effetti irreversibili sull’essere umano e sugli ecosistemi.
“Adam Smith’s Incomplete System”, Sergio Cremaschi (Routledge, 2026)
Nel 2026 Routledge ha pubblicato Adam Smith’s Incomplete System di Sergio Cremaschi, un’opera che invita a riconsiderare la figura di Adam Smith al di là dell’immagine, ormai consolidata ma riduttiva, del fondatore dell’economia politica moderna. Il problema da cui muove il volume riguarda la possibilità di ricostruire un pensiero rimasto in parte sommerso: Smith pubblicò soltanto alcune delle opere che aveva progettato e, negli ultimi giorni della sua vita, ordinò che fossero bruciati manoscritti ai quali aveva lavorato a lungo senza riuscire a conferire una forma definitiva. Questa decisione non viene trattata da Cremaschi come un semplice accidente biografico, ma come l’indizio di difficoltà teoriche profonde. Che cosa impedì a Smith di completare la propria riflessione sulla conoscenza, sulle arti, sulle scienze, sul diritto e sul governo? In quale rapporto stavano queste ricerche con la teoria morale e con l’indagine economica? Il libro mostra che per rispondere non basta isolare le opere più note, né attribuire a Smith una dottrina filosofica già definita da altri autori. Occorre invece ricostruire il sistema che egli aveva in mente, individuando i legami tra testi pubblicati, frammenti, lezioni, corrispondenza e successive revisioni. Ne emerge un pensatore impegnato nella ricerca di una via intermedia tra razionalismo e scetticismo, consapevole dei limiti della conoscenza ma deciso a spiegare come gli esseri umani possano formulare giudizi, costruire teorie e ordinare la vita sociale. È precisamente la tensione tra questi due aspetti – la fragilità dei fondamenti e la necessità di orientarsi nel mondo – a rendere il progetto smithiano ancora filosoficamente rilevante.
Licosia: ogni libro è un luogo
Licosia ha un nuovo sito. La casa editrice del circuito Stroncature — indipendente, di ispirazione liberale e laica — si presenta oggi con una veste completamente rinnovata, all’indirizzo di sempre: www.licosia.com. Pubblichiamo ricerca scientifica e accademica in collane con direttori e comitati scientifici, per una convinzione che ci accompagna da sempre e che anima anche Stroncature: sono la ricerca scientifica, culturale e tecnologica a muovere il mondo, e i libri ne sono il carburante. Da qui l’idea che dà forma al nuovo sito: ogni libro è un luogo. Un luogo dove si va per discuterne, dove si ritorna, di cui si può avere nostalgia o l’ansia di arrivare. Per questo, accanto al catalogo, alle collane, al processo di peer review e all’impegno per l’open access, ogni volume vive come una piattaforma — presentazioni video, dibattiti, incontri del circuito.
Due sezioni, in particolare, raccontano meglio di ogni altra che tipo di editore siamo. La prima è Risorse non una vetrina promozionale, ma un servizio vero, con guide pratiche e aggiornate su ciò che serve davvero a chi fa ricerca — la riforma del reclutamento, i requisiti che rendono spendibile una monografia, l’open access. Al suo interno abbiamo costruito uno screening dei finanziamenti per pubblicare e tradurre opere accademiche: oltre quaranta canali europei, nazionali, regionali, di ateneo, privati e degli istituti di cultura all’estero, filtrabili per criterio, con finestre, requisiti e link ufficiali, e uno stato “aperto/chiuso” che si aggiorna da solo. Ogni posizione aperta rimanda alla fonte, ogni pagina indica la data dell’ultima verifica: nessun gergo, solo il mestiere.
La seconda è la Community: lo spazio dove l’idea del libro come luogo diventa concreta. Qui autori e lettori continuano a discutere di un’opera oltre i tempi stretti dell’industria editoriale — gli autori pubblicano contributi, segnalazioni ed eventi legati ai loro libri, e la redazione li rilancia nel circuito Stroncature. È il posto in cui si torna, dopo aver letto, per trovare ancora qualcosa. Il modo migliore per capirlo è visitarlo.





