Punti cardinali #166
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Ogni numero mette a disposizione degli abbonati schede analitiche sulle opere più rilevanti: sintesi ragionate che restituiscono il nucleo teorico di ciascun volume, senza sacrificarne la profondità. Il risultato è un vantaggio concreto — assimilare in poco tempo strumenti di analisi che altrimenti richiederebbero settimane — e un accesso diretto al meglio del pensiero globale, indipendentemente dalla lingua o dal prezzo dell’originale.
L’intero catalogo, con migliaia di titoli, è disponibile per gli abbonati.
“Gems and the New Science: Matter and Value in the Scientific Revolution”, Michael Bycroft (The University of Chicago Press, 2026)
Pubblicato nel 2026 da The University of Chicago Press, Gems and the New Science: Matter and Value in the Scientific Revolution di Michael Bycroft affronta un problema centrale nella storia della conoscenza: comprendere in che modo gli esseri umani abbiano imparato non soltanto a descrivere e trasformare la materia, ma anche a valutarne qualità, autenticità e utilità. Le pietre preziose costituiscono un osservatorio particolarmente efficace perché, tra il XVI e il XVIII secolo, furono contemporaneamente oggetti naturali, merci di enorme valore, simboli del potere, componenti di preparazioni mediche e materiali sottoposti a prove fisiche e chimiche. La loro identificazione richiedeva di distinguere il vero dal falso, di confrontare esemplari apparentemente simili e di stabilire quali proprietà fossero essenziali e quali soltanto accidentali. Il libro mostra così che domande oggi attribuite a discipline diverse – mineralogia, chimica, fisica, cristallografia e scienza dei materiali – nacquero spesso dall’esame dei medesimi oggetti. Bycroft invita inoltre a riconsiderare la Rivoluzione scientifica da una prospettiva meno concentrata sulle grandi teorie e sugli strumenti più celebri. Accanto ai filosofi naturali compaiono mercanti, gioiellieri, tagliatori, assaggiatori, vetrai, farmacisti e fabbricanti di porcellana, i cui saperi pratici alimentarono la ricerca. Il volume merita attenzione perché interroga le relazioni fra conoscenza e giudizio: come si decide che cosa sia realmente una sostanza? In che modo il suo valore commerciale condiziona le proprietà che vengono osservate? E come circolano tecniche e concetti quando materiali, professioni e luoghi differenti entrano in contatto?
“Pioneers in AI: OpenAI and the Builders of Artificial Intelligence”, Miquel Noguer Alonso, (John Wiley & Sons, 2026)
Pubblicato nel 2026 da John Wiley & Sons, Pioneers in AI: OpenAI and the Builders of Artificial Intelligence di Miquel Noguer Alonso affronta una questione che non riguarda soltanto l’evoluzione dell’informatica, ma il modo in cui le società contemporanee governano tecnologie capaci di modificare il lavoro, la conoscenza e la distribuzione del potere. Al centro del volume si trova OpenAI, osservata come laboratorio scientifico, impresa, centro di influenza politica e tentativo ancora incompiuto di costruire un’intelligenza artificiale generale utile all’umanità. La vicenda dell’organizzazione permette all’autore di porre interrogativi più ampi: chi deve controllare sistemi tanto potenti, quali interessi ne orientano lo sviluppo e come si può conciliare la rapidità dell’innovazione con la necessità di valutarne i rischi? L’intelligenza artificiale appare infatti come il risultato dell’incontro fra ricerca scientifica, disponibilità di dati, infrastrutture computazionali, investimenti, ambizioni personali e decisioni istituzionali. Nessuno di questi elementi può essere isolato dagli altri. Anche le scelte apparentemente tecniche incorporano priorità economiche e concezioni del rapporto tra tecnologia e società. Il libro invita quindi a non considerare l’IA come una forza autonoma e impersonale. Dietro ogni modello vi sono individui, imprese, strategie competitive e strutture di governo. La domanda decisiva non riguarda soltanto ciò che le macchine sapranno fare, ma chi stabilirà i loro obiettivi, i limiti del loro impiego e i criteri secondo i quali i benefici dovrebbero essere distribuiti. È questa prospettiva, insieme tecnologica e istituzionale, a rendere la storia di OpenAI un caso esemplare delle trasformazioni in corso.
“Desmitificando la Edad Media peninsular. Cómo y por qué se ha construido una historia que no existió”, Alejandro García Sanjuán, (Los Libros de la Catarata, 2026)
In Desmitificando la Edad Media peninsular. Cómo y por qué se ha construido una historia que no existió, pubblicato nel 2026 da Los Libros de la Catarata, Alejandro García Sanjuán affronta un problema che riguarda non soltanto la conoscenza del passato, ma anche il modo in cui le società definiscono se stesse nel presente. L’oggetto dell’indagine è la costruzione di immagini idealizzate del Medioevo iberico e la loro trasformazione in strumenti di legittimazione politica, religiosa e identitaria. Il libro muove dalla constatazione che la critica della tradizionale “leggenda nera” medievale, secondo la quale il Medioevo sarebbe stato un’epoca esclusivamente oscura e arretrata, ha spesso prodotto una reazione ugualmente deformante: una “leggenda rosa” che presenta quei secoli come un’età di splendore, armonia sociale, fervore spirituale e precoce maturazione delle libertà moderne. L’autore invita a interrogarsi sulle ragioni per cui tali rappresentazioni continuino a esercitare una notevole forza persuasiva, nonostante i progressi compiuti dalla ricerca storica. La questione centrale non consiste quindi nello stabilire se il Medioevo peninsulare debba essere giudicato positivamente o negativamente, ma nel comprendere come siano nate determinate narrazioni, chi le abbia promosse e quali funzioni abbiano assolto. García Sanjuán osserva il problema dalla prospettiva dello storico impegnato nella critica degli usi pubblici del passato. La sua analisi mostra che termini apparentemente descrittivi, eroi celebrati, commemorazioni e genealogie nazionali possono incorporare giudizi di valore, stabilire gerarchie tra gruppi e attribuire legittimità ad alcuni protagonisti sottraendola ad altri. Il libro merita dunque attenzione perché pone una domanda essenziale: fino a che punto ciò che una comunità considera la propria storia è il risultato dell’indagine documentaria e fino a che punto costituisce invece un racconto costruito per produrre appartenenza, orgoglio e consenso?
Licosia: ogni libro è un luogo
Licosia ha un nuovo sito. La casa editrice del circuito Stroncature — indipendente, di ispirazione liberale e laica — si presenta oggi con una veste completamente rinnovata, all’indirizzo di sempre: www.licosia.com. Pubblichiamo ricerca scientifica e accademica in collane con direttori e comitati scientifici, per una convinzione che ci accompagna da sempre e che anima anche Stroncature: sono la ricerca scientifica, culturale e tecnologica a muovere il mondo, e i libri ne sono il carburante. Da qui l’idea che dà forma al nuovo sito: ogni libro è un luogo. Un luogo dove si va per discuterne, dove si ritorna, di cui si può avere nostalgia o l’ansia di arrivare. Per questo, accanto al catalogo, alle collane, al processo di peer review e all’impegno per l’open access, ogni volume vive come una piattaforma — presentazioni video, dibattiti, incontri del circuito.
Due sezioni, in particolare, raccontano meglio di ogni altra che tipo di editore siamo. La prima è Risorse non una vetrina promozionale, ma un servizio vero, con guide pratiche e aggiornate su ciò che serve davvero a chi fa ricerca — la riforma del reclutamento, i requisiti che rendono spendibile una monografia, l’open access. Al suo interno abbiamo costruito uno screening dei finanziamenti per pubblicare e tradurre opere accademiche: oltre quaranta canali europei, nazionali, regionali, di ateneo, privati e degli istituti di cultura all’estero, filtrabili per criterio, con finestre, requisiti e link ufficiali, e uno stato “aperto/chiuso” che si aggiorna da solo. Ogni posizione aperta rimanda alla fonte, ogni pagina indica la data dell’ultima verifica: nessun gergo, solo il mestiere.
La seconda è la Community: lo spazio dove l’idea del libro come luogo diventa concreta. Qui autori e lettori continuano a discutere di un’opera oltre i tempi stretti dell’industria editoriale — gli autori pubblicano contributi, segnalazioni ed eventi legati ai loro libri, e la redazione li rilancia nel circuito Stroncature. È il posto in cui si torna, dopo aver letto, per trovare ancora qualcosa. Il modo migliore per capirlo è visitarlo.





