Punti cardinali #90
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi proibitivi dei volumi specialistici.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
Mettiamo a disposizione degli abbonati schede analitiche rigorose, progettate per estrarre il nucleo teorico delle opere più rilevanti. Per gli abbonati, questo si traduce in un vantaggio intellettuale immediato: significa assimilare modelli e categorie che richiederebbero settimane di studio, aggirando i costi e le barriere linguistiche.
Significa fare proprio il meglio del pensiero globale, acquisendo una profondità di analisi che l’informazione generalista non potrà mai garantire.
In questo numero: l’analisi di 3 nuove opere appena pubblicate dalle maggiori case editrici accademiche.
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“The Neptune Factor: Alfred Thayer Mahan and the Concept of Sea Power” di Nicholas A. Lambert
Pubblicato dalla United States Naval Institute Press nel 2024, The Neptune Factor: Alfred Thayer Mahan and the Concept of Sea Power di Nicholas A. Lambert rappresenta un contributo di rilievo alla storia del pensiero strategico e marittimo. L’autore, già noto per i suoi studi sul potere navale britannico e sulle origini della prima guerra mondiale, propone una rilettura radicale del pensiero di Alfred Thayer Mahan, figura centrale della cultura strategica statunitense. L’obiettivo del volume è restituire a Mahan la complessità originaria del suo pensiero, liberandolo dalle interpretazioni riduttive che, nel corso del Novecento, lo hanno trasformato nel simbolo del militarismo navale. Lambert dimostra che, nelle intenzioni dell’autore, il concetto di Sea Power non indicava semplicemente la forza militare sul mare, ma una forma articolata di potenza economica e sistemica, fondata sull’interazione tra commercio, comunicazioni e istituzioni. Il libro ricostruisce così la genesi e lo sviluppo di questa nozione, collocandola nel contesto della globalizzazione ottocentesca e delle trasformazioni tecnologiche dell’epoca. Basandosi su un ampio lavoro archivistico, Lambert restituisce un’immagine di Mahan come interprete della modernità economica, interessato a comprendere le regole che governano la circolazione globale della ricchezza e del potere.
“Diensten met geheimen” di Willemijn Aerdts (Boom, 2022)
Il volume Diensten met geheimen, pubblicato da Boom nel 2022, è un testo di analisi e divulgazione dedicato al funzionamento dei servizi segreti nei Paesi Bassi e, per estensione, nel contesto europeo e occidentale contemporaneo. L’autrice, Willemijn Aerdts, docente e ricercatrice specializzata in intelligence studies presso l’Università di Leida, propone un’esposizione sistematica e accessibile di un tema complesso: come operano i servizi di intelligence, quali compiti svolgono, quali limiti giuridici li vincolano e come si collocano nel quadro democratico di uno Stato di diritto. Il testo nasce con un intento chiaramente educativo e di chiarificazione pubblica, volto a colmare il divario tra la percezione comune dei servizi segreti, spesso influenzata da narrazioni cinematografiche o complottiste, e la realtà concreta delle loro attività istituzionali. L’autrice adotta un approccio realistico, basato su fonti ufficiali, documenti pubblici e una lunga esperienza accademica e consulenziale, evitando tanto l’enfasi apologetica quanto la retorica della denuncia. Ne risulta un libro di formazione civica e politica, che mostra in che modo la raccolta, l’analisi e la gestione di informazioni sensibili siano elementi indispensabili per la sicurezza nazionale, ma anche ambiti che richiedono costante controllo democratico, trasparenza istituzionale e attenzione etica.
“Social Media and Mental Health” di Allan House e Cathy Brennan (Cambridge University Press, 2023)
Il volume curato da Allan House e Cathy Brennan per Cambridge University Press nel 2023 propone una ricognizione sistematica e non partigiana sul rapporto tra social media e salute mentale. La cornice editoriale è chiaramente dichiarata nelle pagine introduttive e nella Prefazione: non si tratta di un pamphlet contro o a favore delle piattaforme, ma di un tentativo di mettere ordine in un dibattito spesso dominato da impressioni e titoli sensazionalistici. Gli editor ricostruiscono l’obiettivo di “una rassegna ampia e imparziale dell’evidenza, con tutte le sue contraddizioni e incertezze”, offrendo al lettore non specialista criteri per formulare giudizi informati e distinguere tra effetti, meccanismi, contesti e popolazioni coinvolte. L’impianto è corale: la lista dei contributori include studiosi di psicologia, diritto, informatica, comunicazione e politica sanitaria; l’indice documenta tre sezioni che vanno dalla messa a fuoco concettuale e metodologica, all’analisi dei nessi con specifici disturbi o condotte, fino alle risorse e agli interventi operativi. Questa architettura trinitaria, visibile nella struttura dei capitoli, consente al volume di bilanciare ricostruzione teorica, valutazioni empiriche e indicazioni di policy, mantenendo costante l’attenzione alla comparazione tra rischi e benefici e all’eterogeneità degli esiti in funzione di “chi, come, perché e quando” usa i social media.




