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Quando generare immagini non basta: il nuovo problema industriale del cinema con l’AI

MUSE mostra come continuità, versioni, attribuzione e diritti stiano diventando parte dell’infrastruttura produttiva

ago 24, 2026
∙ A pagamento

Promise AI Developing Horror Feature 'Touch Grass' With 'Backrooms' EP  Chris White Producing

Il 16 agosto 2026 The Guardian ha documentato sul set di Touch Grass, il nuovo film horror dello studio Promise a Los Angeles, un processo produttivo nel quale la ripresa di un’attrice viene combinata quasi immediatamente con un ambiente generato da un modello di video AI. Tori Thomas è stata filmata su un set costituito essenzialmente da teli bianchi mentre correva; il suo movimento è stato inserito in tempo reale in un campo generato da Seedance 2.5 e la scena composita è apparsa sul monitor del regista, mentre in una ripresa successiva l’ambiente poteva essere sostituito da una caverna. La rapidità dell’operazione rende visibile il progresso dei modelli generativi, ma non identifica ancora il problema industriale principale. Un film commercialmente utilizzabile non è una successione di immagini plausibili: deve mantenere continuità fra inquadrature e versioni, incorporare contributi provenienti da persone e strumenti differenti, stabilire quali componenti siano protette e attribuibili, rispettare contratti collettivi e diritti individuali, conservare una catena documentale dei diritti e infine superare le verifiche di produttori, finanziatori, distributori e assicuratori. La questione diventa quindi diversa da quella normalmente posta sulla qualità delle immagini sintetiche. Quando generare una nuova immagine diventa progressivamente più rapido, il valore può spostarsi verso le procedure che trasformano quell’immagine in materiale cinematografico stabile, attribuibile e giuridicamente utilizzabile.



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