Il 14 settembre 2026 Nature Sustainability ha pubblicato uno studio basato su un modello ad agenti dei sistemi pastorali di sette paesi dell’Africa australe: Botswana, Eswatini, Lesotho, Mozambico, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe. Matt Clark, Cosima Fröhner e i loro coautori hanno simulato l’interazione fra variabilità delle precipitazioni, crescita della vegetazione, dimensione delle mandrie, ricchezza delle famiglie, accesso ai mercati, disponibilità di foraggio supplementare, previsioni meteorologiche e apprendimento sociale. Il risultato più rilevante non riguarda l’accuratezza delle previsioni in sé. Nel sistema simulato, informazioni meteorologiche anche molto precise producono benefici limitati quando gli allevatori non dispongono delle risorse necessarie per modificare tempestivamente il numero di animali; il foraggio supplementare, utilizzato da solo, protegge invece le mandrie ma può favorire un eccesso di bestiame e ridurre la copertura vegetale. Quando previsione e protezione dal rischio vengono combinate, alcuni di questi effetti negativi si compensano. Compare inoltre un meccanismo meno intuitivo: vendere animali prima di una siccità può essere economicamente razionale ma rendere una comunità temporaneamente meno prospera agli occhi dei vicini, inducendo questi ultimi a non imitarla. La questione riguarda quindi una proprietà generale dei sistemi complessi adattivi. L’effetto di una nuova informazione non dipende soltanto dalla sua qualità, ma dalla capacità degli attori di agire, dai vincoli economici che incontrano, dalle conseguenze ecologiche delle loro azioni e dagli indicatori attraverso cui gli altri giudicano se quel comportamento abbia avuto successo.
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