Il 9 settembre 2026 Mastercard ha presentato Agent Connect e l’ampliamento della propria Agent Suite for Merchants, un’infrastruttura pensata per permettere agli agenti di intelligenza artificiale di individuare prodotti, costruire un carrello, verificare prezzo finale, tasse e consegna e completare una transazione autorizzata dal consumatore. Il giorno precedente Meta aveva lanciato Muse, un agente personale capace di lavorare attraverso browser e applicazioni, compilare moduli e negoziare, fermandosi per richiedere l’approvazione dell’utente prima di operazioni come l’invio di un’email o un acquisto. Questi sistemi conservano livelli di autonomia differenti, ma indicano una trasformazione comune: una parte delle attività che nel commercio elettronico erano compiute direttamente dall’acquirente può essere affidata a un software che interpreta un obiettivo, cerca alternative e prepara o esegue l’azione economica. La questione strutturale non riguarda quindi soltanto la possibilità tecnica che un’AI effettui un pagamento. Riguarda il luogo nel quale viene presa la decisione. Nell’e-commerce convenzionale il consenso viene normalmente espresso davanti a un prodotto, un prezzo e un venditore già determinati. Nel commercio agentico una parte del consenso può essere anticipata e formulata come insieme di obiettivi e vincoli entro i quali il software è autorizzato ad agire. La tesi sviluppata qui è che questa trasformazione separi progressivamente tre problemi finora in gran parte sovrapposti: accertare chi autorizza l’operazione, stabilire quali azioni siano state autorizzate e verificare se la scelta concreta compiuta dall’agente corrisponda effettivamente alle preferenze che l’utente intendeva delegargli.
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