Il 7 ottobre 2026 Nature ha pubblicato una revisione scientifica di G. Ozan Bozdag, Kai Tong, Peter Yunker, Matthew Herron e William Ratcliff dedicata ai processi attraverso cui organismi unicellulari possono evolvere forme di organizzazione multicellulare. Il lavoro, intitolato Overcoming key challenges in the evolutionary transition to multicellularity, riunisce risultati sperimentali e teorici che permettono di affrontare una questione centrale delle scienze della complessità: quando un insieme di componenti diventa una nuova unità biologica, dotata di proprietà e possibilità evolutive proprie? La domanda non coincide con quella relativa ai vantaggi dell’aggregazione. Molti organismi unicellulari formano gruppi, colonie o strutture temporanee, ma questo non significa che tali collettività siano diventate individui nel senso evolutivo del termine. La distinzione riguarda la comparsa di un nuovo livello di organizzazione, nel quale la selezione naturale può agire su proprietà collettive trasmissibili fra generazioni. Una ricerca pubblicata su Nature il 25 febbraio 2026 ha inoltre documentato, in un microrganismo marino, la possibilità di formare strutture multicellulari attraverso tre procedimenti differenti, regolati dalle condizioni ambientali. Considerati insieme, questi contributi permettono di distinguere la formazione di un gruppo dalla sua trasformazione in un individuo e di comprendere perché l’evoluzione della complessità biologica non segua necessariamente una progressione continua verso organizzazioni sempre più integrate.
Quando un gruppo di cellule diventa un nuovo individuo
Cooperazione, riproduzione ed ereditarietà possono trasformare cellule autonome in unità evolutive, ma il processo può essere reversibile.
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