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“Quartier rouge. Le plaisir et la gauche” Michaël Foessel (Presses Universitaires de France, 2022)

mar 06, 2026
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In Quartier rouge. Le plaisir et la gauche (Presses Universitaires de France, 2022), Michaël Foessel riporta al centro una domanda che la cultura politica contemporanea tende a trattare come marginale o sospetta: che cosa c’entra il piacere con l’emancipazione? L’autore non parte dall’idea che il piacere sia un lusso privato, né dalla tesi opposta secondo cui esso sarebbe ormai soltanto un ingranaggio della società dei consumi. Prova invece a ricostruire la posta in gioco politica di ciò che accade ai corpi quando cercano gioie, allegrezze, sollievi, intensità, e di ciò che accade alla sinistra quando rinuncia a parlare di queste cose o le lascia scivolare nelle mani di un edonismo reazionario. Il libro nasce da un’osservazione concreta: molti conflitti recenti, dalla protesta sociale alla gestione della pandemia, hanno reso visibile che la privazione di piaceri “ordinari” (ritrovarsi, muoversi, frequentare luoghi, desiderare, fare festa, respirare un’aria comune) non è un dettaglio, ma un fatto che incide sul modo in cui una società accetta o rifiuta un ordine. Da qui l’interrogativo più radicale: se la politica deve promettere un futuro desiderabile, come può farlo senza riaprire il problema della felicità possibile, e dunque del piacere, al di là della sua riduzione a consumo o a peccato?

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