Il testo che segue presenta il monitoraggio della stampa tedesca, ta il 12 e l’20 settembre 2026, curato dalla redazione di Stroncature per conto della Fondazione Hanns Seidel Italia/Vaticano. L’obiettivo della rassegna è offrire una lettura strutturata e documentata delle principali dinamiche politiche, strategiche, economiche e sociali che attraversano la Germania, attraverso una selezione mirata di articoli pubblicati dalle principali testate nazionali.
Sintesi
L’avanzata dell’AfD riapre il confronto sulla difesa della democrazia: Schnaas contesta l’attesa di una sua moderazione attraverso il governo. (WirtschaftsWoche) Kubicki insiste invece sulla pluralità del centro: cancellare le differenze programmatiche rafforzerebbe la rappresentazione di un cartello senza alternative. (Cicero) L’IFSH sposta l’attenzione sulle funzioni dello Stato, prospettando minore protezione dei vulnerabili e maggiore controllo. (Institut für Friedensforschung und Sicherheitspolitik) Wehler-Schöck individua nella libertà di stampa una condizione del controllo democratico. (Tagesspiegel) Jessen pone un problema distinto: i partiti di centro devono comprendere e presidiare la comunicazione digitale per contrastare la polarizzazione. (Tagesspiegel)
La sicurezza energetica rende concreta la tensione fra esposizione internazionale e strumenti nazionali. Nel commento di Güßgen, il timore per il riempimento dei depositi riapre la discussione su incentivi, acquisti pubblici e ruolo delle società controllate dallo Stato. (WirtschaftsWoche, 17.09.2026) Merz conserva autorevolezza nell’Artico, malgrado la fragilità politica interna. (WirtschaftsWoche) Whitaker lega invece il contributo tedesco alla solidità economica e industriale alleata. (WirtschaftsWoche) Il dibattito ucraino investe l’autorevolezza delle voci ospitate dall’AfD, come mostra il caso Mendel. (Tagesspiegel)
La consegna del primo F-35A negli Stati Uniti, il 18 settembre, avvia una nuova fase del programma tedesco. Il ministero della Difesa valorizza cooperazione transatlantica e partecipazione industriale; addestramento e adeguamento di Büchel distinguono però l’acquisizione dalla disponibilità operativa. La flotta prevista comprende trentacinque velivoli entro il 2029. (Ministero federale della Difesa, 18 settembre) Nel Baltico, Sollfrank collega deterrenza, coordinamento delle forze e resilienza contro le minacce ibride. (Bundeswehr) La ricognizione navale presenta un’analoga distanza fra capacità promesse, scafi ordinati e ampliamenti ancora da approvare. (Bundeswehr)
Le elezioni regionali mettono alla prova Merz: un risultato favorevole potrebbe concedergli tempo, senza risolvere le debolezze governative. (WirtschaftsWoche) Schwesig risponde invece con una campagna personale che associa radicamento e continuità amministrativa. (WirtschaftsWoche) Sul welfare, le simulazioni contributive mostrano pressioni persistenti, condizionate alle ipotesi demografiche ed economiche e alle regole vigenti. (Sachverständigenrat Wirtschaft) IAB e WZB distinguono consenso ai tagli selettivi e rifiuto di riduzioni generalizzate. (IAB-Forum / WZB) Nella polemica migratoria di Solwyn, il problema è invece la distanza fra decisioni di espulsione e concreta esecuzione amministrativa. (Cicero)
Il rapporto FÖS–Bertelsmann esamina come riformare agevolazioni dannose per il clima senza confonderne l’importo con risparmi immediatamente disponibili. Propone interventi selettivi, attenti agli effetti distributivi e agli obiettivi originari. (Bertelsmann Stiftung / FÖS) La controversia sul solare mostra interessi industriali modificati dall’uscita dal carbone. (WirtschaftsWoche) Gräber chiede, per le scorie nucleari, di confrontare deposito e alternative tecnologiche senza considerare già mature soluzioni sperimentali. (Cicero) DENA e Fraunhofer richiamano un ulteriore vincolo della transizione: dati e infrastrutture digitali producono valore solo con regole e incentivi che rendano possibile la cooperazione fra operatori. (DENA–Fraunhofer ISI, 17 settembre)
Analisi e commenti
La contestazione di Merz investe tanto le scelte politiche quanto il rapporto di fiducia con gli elettori. Schomann, nell’intervista a Cicero, respinge l’idea che basti spiegare meglio le decisioni: imputa alla leadership incoerenze sostanziali e chiede maggiore contatto con le comunità. La sua testimonianza documenta una posizione interna alla CDU, senza costituire un sondaggio rappresentativo del partito. (Cicero, 19 settembre) Il confronto elettorale descritto dalla stessa rivista separa inoltre forza dei candidati e aritmetica delle maggioranze. Le alternative regionali conservano effetti possibili sulla coalizione federale, senza consentire di anticipare l’esito del voto o della formazione dei governi. (Cicero, 20 settembre)
Democrazia liberale e normalizzazione dell’AfD
WirtschaftsWoche · Dieter Schnaas · 13.09.2026 ·
Schnaas legge il successo dell’AfD come una minaccia alla democrazia liberale, non come una protesta destinata a riassorbirsi esercitando il governo. Parte dalla debolezza della CDU nel contestare promesse finanziarie irrealistiche: il cambiamento di posizione di Merz sul freno al debito avrebbe compromesso la credibilità del cancelliere. L’autore collega questa contraddizione alla diffusione del risentimento e respinge una risposta ridotta alla migliore comunicazione governativa. La disputa riguarda, nella sua interpretazione, anche il riconoscimento delle istituzioni e dei diritti delle minoranze.
Il confronto con le destre italiana e francese serve a contestare l’aspettativa di una moderazione automatica dell’AfD, che Schnaas giudica progressivamente radicalizzata. Ammette tuttavia che un’eventuale fragile coalizione AfD-BSW potrebbe logorarla e favorire la ricomposizione degli avversari: è uno scenario, non un governo già costituito. Il punto conclusivo resta la possibilità che un partito ottenga maggioranze elettorali perseguendo obiettivi illiberali. Da qui l’invito a difendere separazione dei poteri, giustizia indipendente e libertà, evitando una rappresentazione catastrofica della Germania.
Il centro democratico e la pluralità delle alternative
Die Mitte ist kein Einheitsblock
Cicero · Wolfgang Kubicki · 12.09.2026 ·
Kubicki critica la rappresentazione della politica tedesca come scontro fra un unico centro democratico e l’AfD. Difende il sistema proporzionale perché rende visibili interessi diversi e impone compromessi, evitando che una maggioranza pretenda di esaurire la società. L’appello all’unità diventerebbe controproducente quando cancella differenze programmatiche sostanziali. Il ripensamento di Merz sul debito, secondo l’autore, indebolisce proprio la riconoscibilità dell’offerta della CDU rispetto alla SPD. L’intervento esprime una posizione liberale di parte, non i risultati di una ricerca elettorale.
L’argomento è che la convergenza indiscriminata fra partiti alimenti la narrazione dell’AfD su un cartello privo di alternative. Kubicki non equipara però tutte le opzioni: considera indisponibili alla maggioranza dignità umana ed eguaglianza e prende le distanze dal collettivismo etnico della destra radicale. Chiede alla FDP un’identità autonoma sia dalla destra radicale sia da un centro indistinto, mantenendo riconoscibili le proprie proposte. La conseguenza proposta per la Germania è riaprire una competizione democratica riconoscibile, evitando che cittadini insoddisfatti vedano nell’AfD l’unico canale di opposizione.
L’avanzata autoritaria oltre la Germania orientale
Sachsen-Anhalt ist keine Ausnahme: Was der Wahlerfolg der AfD für die Demokratie bedeutet
Institut für Friedensforschung und Sicherheitspolitik · Hanna Pfeifer e coautori · 14.09.2026 ·
L’IFSH interpreta la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt nel quadro dell’avanzata internazionale delle destre autoritarie. Contesta sia l’idea di un’immunità tedesca fondata sulla memoria storica sia quella di un’anomalia esclusivamente orientale. La mobilitazione identitaria legata al 1989 spiega una specificità dell’Est, senza esaurire una dinamica presente anche all’Ovest. Il contributo riunisce analisi settoriali e confronti internazionali, senza nuove indagini campionarie. La convergenza dei consensi occidentali verso quelli orientali dipende dalla prosecuzione delle tendenze e all’assenza di contromisure efficaci.
La tesi centrale riguarda uno spostamento delle funzioni statali: secondo gli autori, i programmi dell’AfD ridurrebbero protezione e sostegno per gruppi vulnerabili, rafforzando invece controllo e disciplina. Cultura, istruzione e libertà accademica sarebbero particolarmente esposte. Il confronto con governi di destra in Ungheria, Polonia, Serbia e Stati Uniti individua strumenti e apprendimenti reciproci, senza considerarli già realizzati in Germania. La posta in gioco viene individuata nella distribuzione di tutela, responsabilità e potere: gli effetti prospettati oltrepasserebbero quindi la normale alternanza fra maggioranze.
Libertà di stampa e vulnerabilità democratica
Trumps Medienkrieg ist eine Warnung an Deutschland
Tagesspiegel · Anja Wehler-Schöck · 19.09.2026 ·
Anja Wehler-Schöck considera la pressione di Donald Trump sui mezzi d’informazione un avvertimento per la Germania. L’esclusione delle testate critiche si inserisce, nella sua lettura, in una strategia progressiva: delegittimare le notizie sgradite, normalizzare gli insulti, intimidire attraverso strumenti politici e giudiziari, favorire interlocutori fedeli e restringere l’accesso. La questione non riguarda soltanto i giornalisti, ma la possibilità dei cittadini di controllare il potere. In Germania, l’autrice osserva comportamenti simili dell’AfD anche senza responsabilità di governo: il confronto interroga quindi la tenuta democratica.
Il commento collega questa pressione alla fragilità economica delle redazioni locali, ridimensionate da tagli e fusioni, e critica la proposta di sottrarre la ZDF al sistema pubblico. Secondo l’autrice, attendersi che l’AfD si screditi governando presuppone una stampa indipendente capace di documentarne l’operato. Occorre quindi difendere accesso alle informazioni, protezione dei giornalisti e controllo locale dei bilanci e delle reti di potere. La raccomandazione è opporsi agli attacchi istituzionali anche quando la copertura risulta scomoda: senza risorse e autonomia editoriale, il controllo democratico diventa più debole.
Il centro politico e la comunicazione digitale
„Diese Dummheit macht mich rasend“
Tagesspiegel · Johannes Altmeyer · 19.09.2026 · Intervista a Philipp Jessen
Nell’intervista di Johannes Altmeyer, il consulente Philipp Jessen interpreta l’avanzata delle forze radicali anche come effetto dell’incapacità comunicativa dei partiti tedeschi di centro. Distingue i contenuti estremisti dall’inadeguatezza tecnica degli avversari: entrambi favoriscono la polarizzazione. Secondo Jessen, CDU, SPD e Verdi reagiscono agli avversari senza comprendere algoritmi, ascolto e partecipazione. La crescita dell’AfD dipenderebbe anche dalla precoce costruzione di canali propri; la proposta è quindi presidiare le piattaforme, anziché abbandonarle per ambienti politicamente omogenei.
Jessen richiama il confronto avuto con il vertice CDU dopo il caso Rezo del 2019 e giudica insufficiente l’apprendimento successivo. Indica Söder e Ricarda Lang come esempi diversi di comunicazione capace di mostrare tratti personali e rivedere gli errori. Critica inoltre l’aggressività di alcuni attivisti progressisti: a suo giudizio alimenta reazioni contrarie agli obiettivi dichiarati. Il colloquio discute anche la capacità delle strategie di saturazione mediatica di deviare l’attenzione pubblica. Sono giudizi professionali e politici del dirigente di un’agenzia di comunicazione, non risultati di una ricerca empirica.
Politica estera e sicurezza
Per Whitaker, la NATO rimane militarmente solida, mentre le tensioni politiche rendono più rilevante il contributo tedesco. (WirtschaftsWoche) Il commento di Güßgen sui depositi di gas mostra la ricaduta interna dell’incertezza: incentivi al riempimento e intervento pubblico riaprono il conflitto fra sicurezza degli approvvigionamenti e disciplina di mercato. (WirtschaftsWoche, 17.09.2026) Goldthau chiede alla Germania di sostenere stabilmente la sicurezza delle rotte commerciali: l’esposizione economica richiede responsabilità strategiche. (Tagesspiegel) La DGAP estende la questione alla cooperazione digitale, chiedendo di affiancare al sostegno tecnologico tedesco istituzioni, competenze e garanzie effettive. (DGAP)
Garanzia americana e responsabilità tedesche nella NATO
„Es besteht kein Zweifel, dass wir uns in einer gefährlichen Sicherheitslage befinden“
WirtschaftsWoche · Julian Heißler · 18.09.2026 · Intervista a Matthew Whitaker
L’ambasciatore statunitense alla NATO, Matthew Whitaker, sostiene che l’Alleanza rimanga militarmente solida nonostante le tensioni politiche transatlantiche. Ribadisce la garanzia di difesa collettiva, associandola alla richiesta di maggiori responsabilità europee. La Germania occupa un posto centrale nell’intervista per il peso economico, l’aumento dell’impegno nella difesa e il contributo industriale alla cooperazione con gli Stati Uniti. Secondo Whitaker, il peso futuro degli alleati dipenderà anche dalla solidità delle loro economie e delle rispettive industrie della difesa.
Discutendo il fallito attentato di Lipsia, Whitaker attribuisce anzitutto alla Germania indagine, attribuzione e risposta, con sostegno degli alleati: la minaccia ibrida richiede anche strumenti nazionali di resilienza e contrasto. Difende l’assistenza all’Ucraina e richiama la cooperazione produttiva, compresi i Patriot in Baviera. Non chiarisce invece le consistenze delle scorte americane dopo il conflitto iraniano. Alla domanda sulle scorte risponde richiamando l’espansione futura della produzione transatlantica e la necessità di rafforzare le capacità industriali degli alleati.
L’Artico fra ruolo tedesco e fragilità di Merz
Merz zeigt Stärke am Polarkreis – und wankt in Berlin
WirtschaftsWoche · Max Haerder e Sonja Álvarez · 14.09.2026 ·
Il viaggio di Merz a Rovaniemi evidenzia, secondo gli autori, il contrasto fra il peso strategico riconosciuto alla Germania e la vulnerabilità del cancelliere a Berlino. Il confronto europeo sull’Artico si svolge vicino alla Russia e in un contesto segnato anche dalle rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia e dal crescente interesse per le risorse settentrionali. La regione non viene più considerata prevalentemente attraverso clima e ambiente: la sicurezza entra al centro dell’agenda. La precedente strategia europea del 2021 appare quindi insufficiente rispetto alla trasformazione degli interessi in gioco.
Rotte marittime, materie prime, cavi sottomarini e flotta ombra russa collegano il dossier artico alla sicurezza economica europea. La revisione strategica prevista per ottobre rimane un passaggio futuro, non una decisione già adottata. Il rafforzamento militare tedesco sostiene l’autorevolezza esterna di Merz, mentre il risultato in Sassonia-Anhalt e le tensioni sulle riforme ne riducono lo spazio interno. L’articolo collega così il ruolo europeo della Germania all’incertezza sulla permanenza di Merz al governo: le crisi interne accompagnano il cancelliere anche quando rivendica una leadership internazionale.
Rotte marittime e responsabilità della Germania
Tagesspiegel · Andreas Goldthau · 15.09.2026 ·
Andreas Goldthau interpreta le interruzioni della navigazione a Hormuz e Bab al-Mandab come una trasformazione strutturale della sicurezza commerciale. La Germania non può limitarsi ad attendere il ritorno alle condizioni precedenti: il successo della coercizione iraniana potrebbe incentivare altri attori a controllare le strozzature marittime. Pedaggi negoziati bilateralmente e nuove interruzioni indebolirebbero la libertà di navigazione. Il contributo collega questa prospettiva alla dipendenza tedesca dalle importazioni energetiche e critica un modello esportatore affidato alla protezione americana delle rotte.
L’autore distingue una carenza fisica di gas, giudicata improbabile, dall’aumento dei prezzi e dalle conseguenti perdite di benessere e produzione industriale. Propone di incorporare il rischio geopolitico nella strategia tedesca mediante obblighi di riempimento dei depositi, incentivi e sanzioni per gli importatori. Sul piano strategico chiede una partecipazione della Marina, insieme ai partner europei e ad altre economie commerciali, che superi gli interventi reattivi. La protezione militare dei traffici diventa così, nella sua argomentazione, un costo stabile della difesa dell’ordine commerciale da cui la Germania trae beneficio.
Cooperazione digitale tedesca e garanzie democratiche
Armenia: Digital Transformation and Governance Gaps
DGAP · Alena Epifanova (curatrice), Arpiné Grigoryan, Samvel Martirosyan · 16.09.2026 ·
Il rapporto curato da Alena Epifanova esamina la distanza fra modernizzazione digitale e capacità di governo in Armenia per orientare la cooperazione tedesca. Infrastrutture e intelligenza artificiale avanzano più rapidamente delle garanzie sui dati, delle competenze amministrative e della partecipazione civica. I tre contributi combinano analisi normativa e documentale, colloqui con interlocutori locali e dodici interviste qualitative a organizzazioni civiche. Berlino dovrebbe affiancare al sostegno tecnologico istituzioni capaci di controllarne l’impiego: nuove norme non ne dimostrano l’effettiva attuazione.
Fra le organizzazioni intervistate, soltanto due disponevano di politiche scritte sull’intelligenza artificiale: il dato descrive quel campione, non l’intero settore. Il rapporto rileva carenze di formazione, indipendenza della vigilanza e trasparenza delle consultazioni. Raccomanda a ministeri e finanziatori tedeschi formazione continuativa, protezione dei dati nei progetti e controllo civico degli algoritmi. Per sicurezza informatica e partecipazione servono risorse operative, risposte pubbliche alle osservazioni e accesso ai documenti. Occorre dunque verificare capacità e responsabilità, oltre alle norme.
L’AfD e l’autorevolezza attribuita alle voci ucraine
„Hier bekommt eine Person eine Bühne, die einfach Unsinn erzählt“
Tagesspiegel · Yulia Valova · 16.09.2026 ·
Yulia Valova analizza l’invito dell’AfD a Julija Mendel, già portavoce di Volodymyr Zelensky, per un incontro a Strasburgo sul negoziato ucraino. La precedente vicinanza al presidente conferisce alle sue accuse una credibilità che gli esperti intervistati contestano sul piano delle prove. Secondo Andreas Umland, l’obiettivo comunicativo dell’AfD è presentarsi come interlocutrice di una diversa componente ucraina, anziché come partito ostile all’Ucraina. Il testo distingue così la legittimazione simbolica delle posizioni dell’AfD sulla guerra dalla consistenza documentale delle affermazioni dell’ospite.
L’esperta di disinformazione Oksana Moros osserva che il pubblico occidentale può attribuire a una portavoce conoscenze più ampie di quelle effettivamente possedute. Accuse fondate su interlocutori non identificati vengono così recepite come testimonianze interne. Il contributo segnala consonanze con narrazioni russe, ma precisa che non esistono prove di una collaborazione con Mosca. Per Umland, un singolo incontro difficilmente modifica in modo decisivo il dibattito tedesco sugli aiuti. La critica riguarda verifiche e uso politico dell’autorevolezza, non il diritto di criticare Kiev.
Industria della difesa e questioni militari
L’F-35 concentra il rapporto fra acquisizione, industria e capacità operativa. Il ministero della Difesa valorizza sensori, trattamento dei dati e cooperazione fra domini militari, insieme agli standard condivisi con gli alleati. La disponibilità del velivolo richiede però anche personale addestrato, manutenzione e infrastrutture. Per Büchel il ministero indica investimenti di circa due miliardi di euro e completamento delle infrastrutture nel 2027; la piena prontezza operativa è prevista nel 2029. La valutazione istituzionale distingue così il valore strategico attribuito al programma dai passaggi ancora necessari alla sua attuazione. (Ministero federale della Difesa, 18 settembre)
F-35: deterrenza, interoperabilità e dipendenza industriale
„Deutschlands schärfstes Schwert der Abschreckung“
WirtschaftsWoche · Max Biederbeck · 19.09.2026 ·
Biederbeck ricostruisce la scelta di Pistorius di mantenere il programma F-35 nonostante le riserve sulla dipendenza americana. Il criterio prioritario è assicurare tempestivamente la partecipazione tedesca alla deterrenza nucleare della NATO: il contratto iniziale riguarda 35 apparecchi per 8,3 miliardi di euro. L’articolo contrappone questa esigenza alle richieste industriali di maggiore partecipazione a filiere, manutenzione e logistica. La prima consegna in Texas costituisce una tappa del programma di sostituzione dei Tornado nella missione nucleare, mentre il primo volo da Büchel è previsto per la fine del 2027.
Le preoccupazioni riguardano aggiornamenti, assistenza e costi lungo il ciclo di vita; l’ipotesi di un comando americano di disattivazione remota non viene dimostrata ed è respinta dal Pentagono. La configurazione standard favorisce interoperabilità e ricambi, mentre la produzione Rheinmetall a Weeze assicura una partecipazione tedesca alla filiera. Un eventuale acquisto aggiuntivo rimane in discussione, anche per aumentare i margini disponibili durante la manutenzione. Il compromesso privilegia prontezza e integrazione alleata rispetto all’autonomia industriale, in un ambito nucleare già dipendente dagli Stati Uniti.
Gotland e la preparazione tedesca nel Baltico
General Sollfrank: „Gotland steht für die Operationsfreiheit der NATO im Ostseeraum“
Bundeswehr · Simona Boyer · 17.09.2026 · Intervista al generale Alexander Sollfrank
Nell’intervista curata da Simona Boyer, il comandante operativo Alexander Sollfrank spiega il contributo tedesco all’esercitazione Silver Wotan, condotta con la Svezia dal 14 al 23 settembre. Gotland è presentata come posizione decisiva per conservare libertà di movimento nel Baltico: porti, rotte e spazio aereo sicuri permettono all’Alleanza di sostenere i propri membri. Lo scenario prevede un rapido trasferimento di forze tedesche a protezione dei sistemi svedesi antinave e del porto di Visby. L’esercitazione verifica quindi il coordinamento terrestre, navale e aereo, anziché rispondere a un singolo incidente.
Sollfrank collega questa preparazione alle minacce ibride: spionaggio, sabotaggio, attacchi informatici e disinformazione operano già prima della difesa collettiva. Riferisce un calo delle attività contro le infrastrutture subacquee dall’avvio di Baltic Sentry, mantenendo necessaria la vigilanza. Considera difensivi tanto la brigata tedesca in Lituania quanto gli interventi dei genieri in Polonia: devono rendere un’aggressione più costosa. Per il comando tedesco indica pianificazione robusta, resilienza e adattamento operativo. Nella sua valutazione, capacità, comando e personale sostengono insieme la deterrenza.
Ricognizione navale: sensori, dati e capacità future
Vier neue Flottendienstboote für bessere Aufklärungsergebnisse
Bundeswehr · Christina Moritz · 14.09.2026 ·
La Bundeswehr illustra il rinnovo della ricognizione navale con la classe 424, destinata a sostituire dal 2029 le tre unità della classe Oste, entrate in servizio alla fine degli anni Ottanta. La posa della chiglia del terzo scafo introduce il confronto fra capacità presenti e future. La funzione centrale rimane acquisire informazioni strategiche attraverso l’intercettazione e l’osservazione dello spettro elettromagnetico. L’equipaggio integra marinai, responsabili della navigazione e della ricognizione idroacustica, con specialisti del dominio informatico e informativo. Il rinnovamento collega raccolta, elaborazione e impiego dei dati.
La scheda attribuisce ai nuovi sensori elettronici, idroacustici ed elettro-ottici una maggiore capacità informativa. Apprendimento automatico e analisi dei dati dovrebbero accelerare l’estrazione delle informazioni; automazione e propulsione efficiente dovrebbero ridurre compiti ripetitivi e consumi, ampliando l’autonomia. Sono benefici prospettati dall’istituzione, non risultati operativi già misurati. Pistorius richiama la minaccia ibrida russa e propone una quarta nave. Iniziano però soltanto le consultazioni parlamentari: la quarta unità resta un progetto, distinto dai tre scafi ordinati e dalle capacità disponibili.
Politica interna e questioni sociali
Berlino e Schwerin offrono due configurazioni diverse del conflitto politico: nella capitale Cicero descrive una competizione fra CDU e Linke, mentre nel nord-est domina il confronto fra SPD e AfD. Il possibile ingresso dei partiti minori condiziona le maggioranze e rende insufficiente la sola domanda su chi arriverà primo. (Cicero, 20 settembre) Sullo sfondo sociale, il monitoraggio educativo IW–INSM richiama la persistenza delle disuguaglianze fra percorsi formativi. L’origine familiare e l’accesso all’educazione prescolare orientano l’analisi delle opportunità; il rapporto propone interventi mirati, distinguendo il confronto statistico fra Länder da una dimostrazione causale dell’efficacia delle politiche. (IW–INSM, 14 settembre)
Berlino e la tenuta politica del cancelliere
Zwei Wahlen, ein Kanzler unter Druck – Merz kämpft um Zeit
WirtschaftsWoche · Julian Heißler e Valerie Ndoukoun · 19.09.2026 ·
Alla vigilia del voto del 20 settembre, gli autori esaminano perché Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore siano rilevanti per la sopravvivenza politica di Merz. Nella capitale, Stefan Evers potrebbe conservare una prospettiva di governo anche senza arrivare primo, attraverso un’intesa con SPD e Verdi. Rimane però possibile una coalizione alternativa guidata dalla Linke, insieme a socialdemocratici e Verdi, che escluderebbe i cristianodemocratici. L’analisi distingue quindi posizione elettorale e capacità di costruire una maggioranza: si tratta di combinazioni possibili, non di risultati acquisiti.
Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, il rischio segnalato dai sondaggi è invece l’avvicinamento della CDU alla soglia del cinque per cento. Una pesante sconfitta renderebbe più difficile contenere la contestazione interna al cancelliere. La lettera di sostegno di otto presidenti regionali cristianodemocratici e la mobilitazione berlinese offrono protezione politica immediata, senza definire una nuova linea strategica. Un esito favorevole potrebbe dunque concedere tempo a Merz; non equivarrebbe, nell’interpretazione degli autori, a una soluzione delle debolezze del governo.
Schwesig: personalizzazione del voto e stabilità
Landet Manuela Schwesig auf der Ziellinie vor der AfD?
WirtschaftsWoche · Max Haerder e Harald Schumacher · 19.09.2026 ·
Haerder e Schumacher spiegano il recupero elettorale della SPD nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore con la campagna personale di Manuela Schwesig. Alla vigilia del voto, l’ultimo sondaggio ZDF attribuisce ai socialdemocratici il 37% e all’AfD il 36%: sono intenzioni, non risultati. La presidente regionale propone un confronto diretto con Leif-Erik Holm, valorizzando popolarità, radicamento e continuità amministrativa. Gli autori richiamano il precedente di Woidke in Brandeburgo. Schwesig usa anche le tensioni con la SPD federale sulle pensioni per rafforzarsi localmente.
L’economia regionale resta debole, fra bassa produzione pro capite, disoccupazione e dipendenza turistica; investimenti digitali e commesse navali non eliminano le fragilità. Lars Greitsch sostiene Schwesig per la prevedibilità amministrativa: uno stallo ritarderebbe i programmi, mentre politiche escludenti frenerebbero il reclutamento di lavoratori qualificati. Gli autori ricordano le ambiguità della precedente politica filorussa. Un successo rafforzerebbe Schwesig nella SPD nazionale; una candidatura alla guida del partito resta una speculazione, subordinata al voto. I problemi economici rimangono irrisolti.
Contributi sociali e sostenibilità di lungo periodo
Alterungsschub und Sozialbeiträge: Simulationen für GKV und Pflegeversicherung
Sachverständigenrat Wirtschaft · Martin Werding e coautori · 15.09.2026 ·
Il lavoro pubblicato dal Sachverständigenrat esamina la sostenibilità delle assicurazioni sociali tedesche con il modello SIM.24, dati effettivi fino al 2024 e ipotesi su demografia, occupazione e costi sanitari. La domanda è quanto aumenterebbe il finanziamento necessario mantenendo le regole vigenti. L’aliquota complessiva passerebbe dal 41 per cento del 2024 al 47,7 nel 2035 e al 53,7 nel 2050. Questi valori comprendono diversi rami assicurativi e quote di lavoratori e datori: non indicano il solo prelievo sul dipendente. Sono scenari condizionati, non previsioni inevitabili.
Gli autori confrontano compartecipazioni, riorganizzazione ospedaliera, trasferimenti fiscali e riforme dell’assistenza alla non autosufficienza. La spesa dipende da invecchiamento e dinamiche sanitarie difficili da stimare. Trasferire oneri ai bilanci pubblici non elimina la spesa; limitare l’indicizzazione riduce il valore relativo delle prestazioni. La capitalizzazione può imporre contributi integrativi maggiori alle coorti anziane, con meno tempo per accumulare riserve. Le inefficienze restano difficili da quantificare: le simulazioni non esauriscono le riforme possibili. I giudizi non sono necessariamente quelli del Consiglio.
Welfare: il consenso ai tagli dipende dai destinatari
BAföG und Elterngeld: kürzen ja – aber nicht für alle
IAB-Forum / WZB · Lena Hipp e coautori · 17.09.2026 ·
Lo studio IAB e WZB distingue il rifiuto dei tagli generalizzati dall’accettazione di restrizioni rivolte a categorie specifiche. Per BAföG e assegno parentale esamina i criteri di legittimità della spesa. L’analisi utilizza un esperimento d’indagine nella diciannovesima rilevazione PASS: 11.485 persone dai quindici anni, intervistate fra febbraio e settembre 2025, con risultati ponderati. A ciascuno erano assegnate casualmente due prestazioni; prima si chiedevano giudizi sui singoli gruppi, poi, secondo le risposte, sulle restrizioni universali. Le preferenze rilevate riguardano pertanto opzioni definite dal questionario.
Soltanto circa l’1% sostiene tagli generalizzati al BAföG e meno del 4% all’assegno parentale; le restrizioni selettive raccolgono invece rispettivamente il 60% e l’80%. Gli anziani risultano più favorevoli dei giovani: l’assegno dei genitori benestanti sarebbe ridotto dall’85% degli ultrasessantacinquenni, contro il 54% degli under quarantacinque. Contano anche istruzione e preferenze partitiche, soprattutto quando i destinatari sono immigrati recenti. Gli autori vi leggono una richiesta di selettività secondo bisogno e merito percepiti, non un rifiuto del welfare. Il conflitto riguarda soprattutto chi dovrebbe sostenere i risparmi.
Duldung e attuazione della politica migratoria
Wie Deutschland den illegalen Aufenthalt legalisiert
Cicero · Jan Solwyn · 18.09.2026 ·
Jan Solwyn interpreta la Duldung, cioè la sospensione dell’espulsione, come il punto debole dell’esecuzione delle decisioni tedesche sull’asilo. Il commento parte dalla lista di Coesfeld e dalla lettera di un’addetta a un ufficio stranieri della Renania Settentrionale-Vestfalia. L’ex poliziotto distingue il rigetto della domanda dalla possibilità di allontanare l’interessato, impedita per esempio dall’assenza di documenti o dal rifiuto del paese d’origine. Le successive opportunità di soggiorno nasconderebbero, nella sua lettura, l’incapacità di eseguire le espulsioni.
A sostegno, Solwyn richiama indicazioni ministeriali sull’utilizzo favorevole dei margini amministrativi e casi descritti dalla corrispondente: percorsi scolastici dei figli, prognosi d’integrazione e sostegno familiare di enti finanziati pubblicamente. Vi individua un circuito che trasformerebbe soggiorni inizialmente irregolari in diritti di permanenza, producendo anche incentivi per gli enti coinvolti. La generalizzazione deriva dall’esperienza professionale e dalla testimonianza, non da una rilevazione rappresentativa. Solwyn attribuisce alla politica federale e locale la distanza fra annunci di rimpatrio e prassi: resta un suo giudizio polemico.
Questioni economiche e finanziarie
La ricerca DENA–Fraunhofer individua nella cooperazione fra operatori una condizione della transizione energetica tedesca. Tecnologie disponibili e benefici effettivi rimangono distinti quando mancano interoperabilità, fiducia e incentivi coerenti. Il confronto con altri settori suggerisce regole di accesso chiare e una distribuzione sostenibile di costi e vantaggi. (DENA–Fraunhofer ISI, 17 settembre) Un problema di attuazione emerge anche dall’indagine immobiliare IW–ZIA: autorizzazioni, incertezza normativa e finanziamento frenano progetti lunghi e intensivi di capitale. Il lieve miglioramento del clima non elimina questi ostacoli né dimostra una ripresa uniforme fra segmenti del mercato. (IW–ZIA, 18 settembre)
Carburanti: accordo fiscale e nodi ancora aperti
Was Schwarz-Rot beschlossen hat – und warum der Spritpreisdeckel nicht sicher kommt
Tagesspiegel · Karin Christmann · 18.09.2026 ·
Karin Christmann esamina l’accordo sui carburanti raggiunto da governo e rappresentanti dei Länder, distinguendo gli impegni definiti dalle questioni ancora negoziabili. Il pacchetto prevede una riduzione temporanea dell’imposta energetica di 14 centesimi al litro, pari a circa 17 centesimi considerando l’IVA, fino alla fine del 2026. Il costo previsto è di 2,5 miliardi di euro, ripartito in parti uguali fra Federazione e Länder, con effetti su entrambi i livelli di bilancio. La scelta dell’imposta energetica estende il beneficio anche alle imprese; l’attuazione entro ottobre resta il calendario indicato, non un ribasso già osservato alle pompe.
Nel passaggio dalla bozza al comunicato definitivo, il tetto ai prezzi diventa obiettivo di colloqui con il settore, non decisione irrevocabile. La tutela degli approvvigionamenti lascia spazio alle obiezioni della ministra Katherina Reiche. Nemmeno l’assenso dei coordinatori regionali garantisce tutti i voti necessari: il Nordreno-Vestfalia rifiuta un finanziamento permanente di aiuti indiscriminati. Restano incompleti anche i trasferimenti mirati per reddito, perché soltanto circa un quinto dei cittadini ha comunicato le coordinate bancarie. L’autrice descrive pertanto un’intesa che rinvia diversi conflitti sull’effettiva esecuzione.
Il solare nelle miniere e il limite agli incentivi
Jetzt machen die Kohlekonzerne auf Öko
WirtschaftsWoche · Florian Güßgen · 18.09.2026 ·
Güßgen ricostruisce il conflitto sulla revisione della legge tedesca per le energie rinnovabili, approvata dal governo ma ancora all’esame parlamentare. Il progetto limita gli incentivi agli impianti solari a terra fino a 50 megawatt e considera unitari quelli costruiti entro due anni a meno di due chilometri. Leag e Mibrag contestano la scomparsa delle deroghe per le ex aree minerarie: a loro giudizio, dimensioni e tempi dei progetti renderebbero inefficace suddividerli. La controversia investe la riconversione industriale dei territori della lignite, oltre alla remunerazione dei singoli impianti.
L’articolo attribuisce esplicitamente gli allarmi alle imprese, entrambe controllate dal gruppo EP. Leag ha già ridimensionato le originarie ambizioni rinnovabili, privilegiando gas e accumuli, ma prevede ancora 951 megawatt verdi nel 2030 rispetto ai 119 operativi. Mibrag programma 255 megawatt: sono obiettivi, non capacità installate. I gruppi rivendicano i vantaggi delle superfici industriali e delle connessioni esistenti, collegandoli alla conservazione dell’occupazione. Güßgen mostra così come l’uscita dal carbone trasformi gli interessi dei produttori tradizionali e li spinga a difendere gli incentivi alla generazione rinnovabile.
Sussidi dannosi per il clima: effetti e riforma
Bertelsmann Stiftung / FÖS · Swantje Fiedler e coautori · 16.09.2026 ·
Il rapporto del FÖS, pubblicato dalla Bertelsmann Stiftung, esamina quarantacinque agevolazioni tedesche attraverso una definizione di sussidio più ampia di quella del bilancio federale: comprende trasferimenti, vantaggi fiscali e benefici indiretti. Su dati del 2024 stima 66,2 miliardi di euro, distinguendo misure climaticamente dannose da altre con effetti contrastanti. Il problema è riallineare gli incentivi alla decarbonizzazione senza confondere importi contabili e risorse subito recuperabili. La valutazione combina statistiche ufficiali, letteratura, elaborazioni proprie e confronto con esperti.
Trasporti ed energia concentrano rispettivamente il 47 e il 40 per cento del totale. Dieci casi sono approfonditi per effetti fiscali, climatici, distributivi e adeguatezza agli obiettivi originari. Per l’industria gli autori propongono sgravi subordinati a prestazioni ambientali e investimenti; per il cherosene distinguono interventi nazionali e coordinamento internazionale. L’aumento nominale rispetto al 2018 non equivale a una crescita reale, considerando inflazione e comparabilità imperfetta. La riforma proposta è selettiva e graduale: preservare finalità legittime correggendo incentivi inefficienti e regressivi.
Ristorazione: benefici fiscali senza riduzione dei prezzi
Wem die Mehrwertsteuersenkung in der Gastronomie wirklich genutzt hat
WirtschaftsWoche · Kevin Gallant · 17.09.2026 ·
Gallant esamina il divario fra aspettative dei consumatori ed effetti della riduzione dell’IVA sui pasti dal 19 al 7%, introdotta all’inizio del 2026. L’intervento rispondeva alla crisi della ristorazione, stretta fra costi crescenti e domanda debole, lasciando alle imprese la scelta fra prezzi più bassi, investimenti e copertura dei maggiori costi di gestione. Un’indagine WMP-Consult, commissionata dal sindacato NGG, confronta oltre 180.000 piatti in più di 12.000 ristoranti: nove prezzi su dieci restano invariati, soltanto l’1% diminuisce e l’8% aumenta. Il rincaro medio rilevato è dello 0,5%.
Il sindacato denuncia l’assenza di benefici per i clienti; l’associazione Dehoga risponde che la misura mirava a sostenere i bilanci aziendali. Nella sua indagine di luglio su 2.000 imprenditori, quasi tre quarti attribuiscono all’agevolazione la stabilità dei prezzi e oltre il 70% la compensazione dei maggiori costi del personale. Gallant distingue metodi e finalità: listini e opinioni imprenditoriali costituiscono evidenze diverse. Secondo Dehoga, il fatturato reale del semestre resta inferiore di oltre il 5% all’anno precedente: il sostegno fiscale non ha quindi eliminato la debolezza del settore.
Scorie nucleari: deposito e alternative tecnologiche
Cicero · Ulrich Gräber · 17.09.2026 ·
Ulrich Gräber, già dirigente di EnBW e Areva, contesta l’esclusività del percorso tedesco verso un deposito geologico delle scorie nucleari. La questione riguarda tempi, responsabilità pubbliche e sostenibilità economica dello smaltimento: la selezione del sito, auspicata entro il 2050, precederebbe ancora decenni di costruzione e conferimento. Questo orizzonte prolunga lo stoccaggio intermedio e, secondo l’autore, richiede una valutazione delle alternative. Finlandia e Svezia costituiscono i suoi termini di confronto per sostenere che gli ostacoli tedeschi non siano esclusivamente tecnici.
Riprendendo un contributo di Christoph von Branconi, Gräber propone di confrontare deposito, pretrattamento, trasmutazione e recupero del combustibile nei reattori veloci. La separazione degli elementi che producono maggiore calore potrebbe ridurre gli spazi necessari; il riutilizzo dell’uranio potrebbe modificarne il bilancio economico. L’autore distingue tuttavia queste potenzialità da una soluzione già disponibile: le nuove tecnologie restano in progettazione o sperimentazione. Chiede quindi una verifica di maturità, costi e benefici entro un quadro giuridico comune, prima di escludere opzioni potenzialmente utili per la Germania.


