Dire che una circolazione oceanica sta rallentando non equivale a dire che sta per collassare. Un rallentamento può essere temporaneo, può proseguire gradualmente oppure può accompagnare un cambiamento più profondo, dopo il quale il sistema non torna facilmente alla condizione precedente. Distinguere queste possibilità è il problema centrale degli studi sull’AMOC, la grande circolazione che trasporta acqua e calore lungo l’Atlantico. Non basta sapere quanta acqua si muova oggi rispetto al passato. Occorre capire se i processi che sostengono quella circolazione riescano ancora a compensare le perturbazioni e quanto rapidamente stiano cambiando le condizioni alle quali devono adattarsi. La differenza riguarda due domande distinte: quanto è intensa la circolazione e quanto è stabile.
Se la circolazione atlantica sta perdendo stabilità
Il rischio dipende dalla capacità di recupero dell’oceano e dalla velocità del riscaldamento
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