“Superagency: What Could Possibly Go Right with Our AI Future” Reid Hoffman; Greg Beato (Authors Equity, 2025)
In Superagency. What Could Possibly Go Right with Our AI Future (Authors Equity, 2025), Reid Hoffman e Greg Beato propongono di spostare l’asse del dibattito sull’intelligenza artificiale dal lessico dell’allarme a quello dell’orientamento. Il punto di partenza non è la negazione dei rischi, ma l’idea che la posta in gioco reale consista nel modo in cui una società decide di abitare una trasformazione tecnologica che appare già in corso e difficilmente arrestabile. Per gli autori, la domanda decisiva non è “quanto sarà potente l’AI”, ma “che cosa farà alla nostra capacità di scegliere, agire, costruire”: in altri termini, che cosa accadrà all’agenzia umana. La storia delle tecnologie moderne, ricordano, è costellata di paure ricorrenti — dalla stampa ai telai meccanici, dall’automobile ai computer — che spesso hanno sottovalutato la capacità delle società di adattarsi e di incorporare le novità trasformandole in strumenti di vita quotidiana. L’AI, tuttavia, rende questo nodo più esplicito, perché non riguarda solo nuovi mezzi di comunicazione o di produzione, ma l’accesso diffuso a una forma di “intelligenza sintetica” capace di assistere, suggerire, organizzare e, in parte, agire. Da qui l’esigenza di una bussola: un criterio di direzione che non prometta controllo totale del futuro, ma indichi un orientamento praticabile, rivedibile, e soprattutto centrato su ciò che rende desiderabile la tecnologia: la possibilità che aumenti, e non riduca, la libertà concreta delle persone.


