Il 13 ottobre 2026 la Turbine Hall della Tate Modern di Londra ha aperto al pubblico Hold, una nuova installazione dell’artista e compositore Tarek Atoui. L’opera riunisce strumenti musicali costruiti appositamente, sculture, dispositivi elettronici, materiali vibranti e sistemi di registrazione distribuiti nello spazio dell’ex centrale elettrica. Alcuni strumenti producono suoni attraverso l’aria immessa da motori; altri reagiscono alle condizioni ambientali; microfoni e programmi informatici registrano e rielaborano i suoni presenti nella sala, comprese le attività dei visitatori. L’installazione non possiede quindi una configurazione sonora definitivamente stabilita, ma cambia attraverso il funzionamento dei suoi componenti e le condizioni nelle quali viene ascoltata. L’opera costituisce un punto di partenza per una questione più ampia della cultura contemporanea: che cosa diventa un oggetto artistico quando non coincide più con una forma materiale relativamente stabile, ma con un insieme di relazioni fra persone, strumenti e ambiente? La domanda riguarda anche il ruolo del museo, tradizionalmente incaricato di conservare, esporre e interpretare oggetti identificabili. Un’opera che deve essere attivata, ascoltata e attraversata introduce condizioni differenti di produzione, conservazione e accesso all’esperienza artistica.
Tarek Atoui alla Tate Modern: il museo diventa uno strumento musicale
L’installazione sonora inaugurata a Londra mostra come l’arte contemporanea stia trasformando il rapporto fra opera, ambiente, corpo e partecipazione.
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