“The AI Paradox. How to Make Sense of a Complex Future” Virginia Dignum (Princeton University Press, 2026)
The AI Paradox. How to Make Sense of a Complex Future, pubblicato da Princeton University Press nel 2026, affronta una delle questioni più delicate del presente: come comprendere l’intelligenza artificiale senza cedere né all’entusiasmo ingenuo né alla paura paralizzante. Virginia Dignum parte da un punto preciso: l’AI non è una forza naturale che accade indipendentemente dagli esseri umani, ma un insieme di artefatti progettati, costruiti, finanziati, regolati e utilizzati da persone, istituzioni e organizzazioni. Per questo il problema non riguarda soltanto ciò che le macchine possono fare, ma anche chi decide che cosa debbano fare, con quali dati, secondo quali obiettivi e con quali conseguenze sociali. Il libro merita attenzione perché non riduce l’intelligenza artificiale a una questione tecnica, né la trasforma in un oggetto quasi mitologico. La osserva invece come una realtà complessa, attraversata da tensioni interne: più l’AI appare potente, più costringe a interrogarsi sul valore dell’intelligenza umana; più sembra promettere efficienza, più solleva problemi di giustizia, potere e responsabilità; più viene presentata come soluzione, più rischia di generare nuovi problemi. L’autrice invita quindi a leggere l’AI attraverso il linguaggio dei paradossi, non come enigmi da sciogliere una volta per tutte, ma come strumenti per comprendere la natura ambivalente della tecnologia. Il punto centrale è che il futuro dell’AI non è già scritto: dipende dalle scelte collettive, dalla qualità della governance, dalla partecipazione pubblica e dalla capacità di non consegnare a pochi attori privati la definizione di ciò che diventerà una tecnologia destinata a incidere sulla vita di tutti.


