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The Brain, In Theory Romain Brette (Princeton University Press, 2026)

giu 17, 2026
∙ A pagamento

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The Brain, In Theory di Romain Brette, pubblicato da Princeton University Press nel 2026, affronta una questione centrale per la neuroscienza contemporanea: che cosa significa costruire una teoria del cervello quando il cervello non viene considerato soltanto come un oggetto fisico complesso, ma come parte di un organismo vivente. Il libro nasce da una critica profonda a un’abitudine concettuale molto diffusa, tanto nella cultura scientifica quanto in quella popolare: pensare il cervello come un computer biologico, incaricato di ricevere dati, elaborarli, codificarli, trasformarli in rappresentazioni e produrre comandi. Brette non si limita a contestare una metafora linguistica, ma mostra che quelle parole — computazione, codice, informazione, rappresentazione, implementazione — portano con sé una vera teoria implicita del vivente. La domanda di fondo è se concetti nati per descrivere macchine progettate da esseri umani possano spiegare organismi che non sono stati progettati, non sono stati assemblati e non funzionano secondo un piano esterno. L’importanza del libro sta proprio in questa inversione di prospettiva: non si tratta di chiedersi in che modo il cervello realizzi calcoli, ma se la cornice del calcolo sia davvero adeguata a comprendere attività, comportamento, percezione, apprendimento e anticipazione. L’autore osserva il problema da una posizione insieme teorica, biologica e filosofica, insistendo sul fatto che una teoria del cervello non può ignorare ciò che il cervello è prima di tutto: un organo di un essere vivente, inserito in un corpo, accoppiato a un ambiente e parte di una organizzazione che deve continuamente mantenersi in vita.

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