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"The Cambridge History of Greek and Roman Warfare. Volume I: Greece, the Hellenistic World and the Rise of Rome” Philip Sabin; Hans van Wees; Michael Whitby (Cambridge University Press, 2007)

feb 13, 2026
∙ A pagamento

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Nel dibattito contemporaneo sulla storia antica, la guerra non è più considerata soltanto un repertorio di battaglie, generali e date, ma un fenomeno capace di attraversare — e spesso di rivelare — l’intera struttura di una civiltà: i suoi equilibri sociali, le sue istituzioni politiche, i suoi immaginari culturali, la sua economia materiale. È questa l’ambizione che guida The Cambridge History of Greek and Roman Warfare. Volume I: Greece, the Hellenistic World and the Rise of Rome(Cambridge University Press, 2007), un’opera collettiva che sceglie un punto di vista dichiaratamente “tematico” e non narrativo, e che invita il lettore a chiedersi non solo come gli antichi combattessero, ma perché combattessero, che cosa rendesse possibile una guerra, quali vincoli morali e pratici la incanalassero, e in che modo la guerra riplasmasse lo Stato e la società. La posta in gioco non è ricostruire una cronaca totale di conflitti, ma capire le logiche profonde che fanno della guerra, per Greci e Romani, un’esperienza insieme concreta e simbolica: una pratica collettiva che richiede risorse e organizzazione, ma anche un linguaggio, dei valori, una legittimazione, una memoria. In questa prospettiva, la guerra diventa un osservatorio privilegiato sul modo in cui le comunità antiche definivano se stesse, stabilivano gerarchie interne, gestivano l’alterità e attribuivano senso alla violenza organizzata.

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