Pubblicato nel 2025 da Kopp Verlag, Mit der Geopolitik zur Weltherrschaft. Die Herzland-Theorie ripropone una riflessione nata all’inizio del Novecento ma ancora capace di interrogare il presente: in quale misura la posizione geografica condiziona la potenza degli Stati e la loro capacità di influire sugli equilibri mondiali? Il problema affrontato dal libro non riguarda soltanto il possesso di territori, materie prime o vie di comunicazione. Riguarda il modo in cui lo spazio viene percepito, organizzato e trasformato in una componente della strategia politica. Una pianura, un oceano, una catena montuosa o una rete ferroviaria non esercitano infatti un’influenza indipendente dall’azione umana; acquistano importanza quando vengono messi in rapporto con una determinata tecnologia, con un sistema economico e con la capacità organizzativa di una potenza. Il volume invita perciò a riflettere sulla relazione tra condizioni relativamente stabili, come la conformazione dei continenti, e fattori mutevoli, come i trasporti, gli armamenti e le alleanze. La prospettiva di Halford John Mackinder nasce dalla geografia, ma investe necessariamente la storia, l’economia e la politica internazionale; l’inquadramento di Wolfgang Effenberger ne ricostruisce invece le premesse ideologiche e ne sottolinea la successiva influenza strategica. Il libro merita attenzione perché mostra che le rappresentazioni geopolitiche non sono mai semplici descrizioni neutrali del pianeta: selezionano centri e periferie, individuano aree decisive, stabiliscono gerarchie tra territori e suggeriscono quali rapporti di forza debbano essere favoriti o impediti. Ne deriva una domanda essenziale, che accompagna l’intera opera: la geopolitica si limita a spiegare i conflitti oppure, traducendo lo spazio in una mappa di minacce e opportunità, contribuisce anche a produrli?
“The Geographical Pivot of History”, Halford John Mackinder e Wolfgang Effenberger (Kopp Verlag, 2025).



