Il 23 agosto 2026 l’Associated Press ha registrato un risultato che colloca The Odyssey di Christopher Nolan oltre la normale scala di un successo cinematografico: nel sesto fine settimana il film ha aggiunto 19,5 milioni di dollari nel mercato nordamericano, dove era ancora presente in più di 3.000 sale, e 68 milioni nei mercati internazionali, portando l’incasso mondiale a circa 1,4 miliardi di dollari e diventando il maggiore successo della carriera del regista. Una parte molto rilevante di questa circolazione ha assunto tuttavia una forma assai meno ubiqua. Secondo i dati societari pubblicati da IMAX il 10 agosto, nelle prime settimane 289 milioni di dollari erano stati incassati nel circuito IMAX, mentre la versione IMAX 70mm era disponibile soltanto in 41 auditorium nel mondo e aveva già prodotto 37,5 milioni. La sproporzione non dimostra che il formato abbia causato il successo del film: The Odyssey viene visto soprattutto in sale che non dispongono di quella tecnologia. Permette però di isolare una trasformazione della distribuzione cinematografica. Dopo due decenni nei quali la digitalizzazione ha reso la copia tecnicamente standardizzata, trasferibile e riproducibile su migliaia di schermi compatibili, una parte crescente della differenziazione commerciale e simbolica viene trasferita dalla disponibilità dell’opera alle condizioni della sua proiezione. Il film rimane massivamente riproducibile; ciò che diventa raro è una particolare modalità, tecnicamente classificata e geograficamente localizzata, di vederlo.
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