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“The People” and British Literature: Belonging, Exclusion, and Democracy, Benjamin Kohlmann e Matthew Taunton (Cambridge University Press, 2026)

lug 15, 2026
∙ A pagamento

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Pubblicato nel 2026 da Cambridge University Press e curato da Benjamin Kohlmann e Matthew Taunton, “The People” and British Literature: Belonging, Exclusion, and Democracy affronta una questione che attraversa da secoli la vita politica e culturale britannica: che cosa si intende realmente quando si parla del «popolo»? La parola sembra indicare una realtà immediatamente riconoscibile, ma la sua apparente semplicità nasconde problemi difficili. Chi può dichiararsi parte del popolo? Chi possiede l’autorità di parlarne, rappresentarlo o agire in suo nome? Quali gruppi vengono esclusi quando una collettività è presentata come unitaria? Il volume parte dalla constatazione che il richiamo al popolo esercita ancora una notevole forza nel discorso pubblico, soprattutto nei momenti di crisi della rappresentanza politica, di conflitto tra istituzioni e cittadini o di ridefinizione dell’identità nazionale. La prospettiva adottata non considera la letteratura come un semplice riflesso delle idee politiche, ma come uno spazio nel quale le forme della collettività vengono costruite, messe alla prova e trasformate. Poemi, romanzi, testi teatrali, pamphlet, discorsi pubblici, giornali e immagini contribuiscono infatti a stabilire chi possa apparire come soggetto politico, quale voce gli venga attribuita e quali comportamenti siano giudicati legittimi. L’opera invita così a diffidare delle definizioni troppo immediate del popolo, mostrando che questa categoria non coincide automaticamente con l’intera popolazione, con la maggioranza numerica o con le classi subalterne. Essa nasce piuttosto da operazioni linguistiche e simboliche che unificano persone differenti, selezionano caratteristiche comuni e stabiliscono confini. Proprio perché può essere impiegata tanto per estendere la partecipazione quanto per giustificare esclusioni, la figura del popolo merita un’analisi storica capace di restituirne le ambivalenze senza ridurla né a un principio necessariamente democratico né a uno strumento inevitabilmente reazionario.

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