“The Rise of the Algorithms: How YouTube and TikTok Conquered the World” John M. Jordan (The Pennsylvania State University Press, 2024)
In “The Rise of the Algorithms” (The Pennsylvania State University Press, 2024) John M. Jordan prende sul serio un fatto che spesso resta sullo sfondo: oggi una parte consistente di ciò che vediamo, impariamo, imitiamo e desideriamo non dipende tanto da una scelta deliberata, quanto da un insieme di sistemi di raccomandazione che orientano l’attenzione. L’autore non tratta YouTube e TikTok come semplici “app”, né come meri contenitori di video: li considera infrastrutture culturali e industriali che mediano, su scala planetaria, il rapporto fra produzione di contenuti, distribuzione, controllo e monetizzazione. Il punto di partenza non è una nostalgia per la “vecchia” televisione, né una demonizzazione automatica dell’intelligenza artificiale, ma una domanda più concreta e insieme più inquietante: che cosa succede quando la competizione fra media diventa competizione per la nostra attenzione, e quando la gestione di tale competizione viene delegata a modelli computazionali opachi, continuamente ottimizzati per farci restare dentro il flusso? In questa cornice, Jordan mette a fuoco le ambivalenze: la promessa di accesso universale e la deriva verso disinformazione e tossicità; la democratizzazione dell’espressione e l’asimmetria di potere fra piattaforme e utenti; la possibilità di imparare qualsiasi cosa e la facilità con cui si possono amplificare errori, manipolazioni, violenze. È un libro che chiede di guardare ai video online non come a “contenuti”, ma come a un regime di visibilità e di comportamento, nel quale le regole non sono dichiarate, ma operate.


