“The Sovereign Individual: The Coming Economic Revolution. How to Survive and Prosper in It” James Dale Davidson e William Rees-Mogg (Macmillan, 1997)
The Sovereign Individual, pubblicato nel 1997 da Macmillan nell’edizione allegata, è un libro che affronta una questione decisiva: che cosa accade quando le tecnologie cambiano non soltanto gli strumenti dell’economia, ma anche le condizioni profonde del potere. James Dale Davidson e William Rees-Mogg osservano la transizione verso l’età dell’informazione come un passaggio storico che mette in discussione categorie considerate stabili: Stato, cittadinanza, tassazione, lavoro, sicurezza, appartenenza nazionale, responsabilità individuale. Il libro merita attenzione perché non interpreta la tecnologia come semplice progresso tecnico, né come innovazione confinata al mercato. La considera invece come una forza capace di modificare il rapporto tra individui e istituzioni, tra territorio e ricchezza, tra coercizione politica e libertà economica. La domanda di fondo non riguarda solo il futuro dei computer o delle reti digitali, ma il destino delle forme moderne di organizzazione collettiva. Gli autori si chiedono se lo Stato nazionale, costruito nei secoli attorno alla capacità di controllare persone, beni, confini e flussi monetari, possa sopravvivere in un mondo in cui le attività economiche diventano mobili, cifrate, transnazionali e sempre meno dipendenti dalla presenza fisica. La prospettiva adottata è volutamente ampia: il presente viene letto alla luce di trasformazioni storiche precedenti, perché per gli autori i grandi mutamenti sociali non nascono da programmi politici dichiarati, ma da cambiamenti più profondi nelle condizioni materiali della vita. Il libro apre quindi un interrogativo centrale: se l’età industriale ha prodotto il cittadino legato allo Stato, l’età dell’informazione può produrre un individuo sempre più autonomo, capace di scegliere giurisdizioni, mercati, strumenti monetari e forme di protezione.


