Il volume di E. J. Fagan ricostruisce in modo sistematico la nascita, l’evoluzione e il ruolo politico delle organizzazioni definite “partisan think tanks” nel contesto statunitense. L’opera si colloca all’intersezione tra scienza politica, sociologia delle istituzioni e analisi delle élite, ponendosi l’obiettivo di spiegare come l’emergere di questi attori abbia modificato il sistema dei partiti, incrementato la polarizzazione politica e trasformato il rapporto tra conoscenza qualificata e decisione pubblica. Il libro si sviluppa su un doppio binario analitico: da un lato ricostruisce le tappe storiche e le motivazioni strutturali che hanno portato alla nascita di questi centri studi; dall’altro analizza empiricamente l’impatto delle loro attività sul comportamento del Congresso, sull’informazione disponibile per i legislatori e sull’intero ecosistema cognitivo del policymaking. La tesi centrale di Fagan è che i think tank partitici siano diventati strumenti fondamentali per tradurre visioni ideologiche in proposte operative, contribuendo a rafforzare le fratture tra i due principali partiti americani e la polarizzazione dell’opinione pubblica.
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