Nel volume “The Weaponization of Expertise. How Elites Fuel Populism (MIT Press, 2025)”, Jacob Hale Russell e Dennis Patterson affrontano un paradosso che attraversa la vita pubblica contemporanea: mai come oggi il linguaggio dell’“esperto” e della “scienza” è stato invocato per orientare decisioni collettive, eppure mai come oggi la fiducia in istituzioni, professioni e competenze appare fragile e intermittente. Il libro non parte da una difesa nostalgica dell’autorità né da una denuncia indistinta dell’anti-intellettualismo, ma da un problema più concreto: l’uso politico dell’expertise come scorciatoia retorica, come sigillo di legittimità capace di chiudere discussioni che, per loro natura, non possono essere chiuse soltanto da dati o modelli. In questo quadro, l’invito a “seguire la scienza” diventa meno una postura di prudenza epistemica e più un dispositivo di governo delle controversie: promette certezza dove ci sono trade-off, pretende unità dove ci sono conflitti di valori, sostituisce la deliberazione con la deferenza. Russell e Patterson leggono la polarizzazione e la crescita di stili populisti anche come reazione a questa trasformazione: non perché la competenza sia inutile, ma perché l’ostentazione di competenza, quando si fa dogma, erode le basi stesse della credibilità che pretende di salvare.
The Weaponization of Expertise. How Elites Fuel Populism, Jacob Hale Russell e Dennis Patterson (MIT Press, 2025)”,



