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“The White Pedestal: How White Nationalists Use Ancient Greece and Rome to Justify Hate”, Curtis Dozier (Yale University Press, 2026)

ott 14, 2026
∙ A pagamento

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L’antichità greca e romana occupa una posizione particolare nella cultura contemporanea: viene studiata come esperienza storica e, insieme, riconosciuta come fonte di modelli ai quali attribuiamo autorevolezza. Questa duplice presenza pone un problema quando il richiamo al passato interviene nella definizione delle appartenenze e dei rapporti tra gruppi umani. In The White Pedestal: How White Nationalists Use Ancient Greece and Rome to Justify Hate, pubblicato da Yale University Press nel 2026, Curtis Dozier esamina le condizioni che consentono alla cultura classica di sostenere argomentazioni politiche discriminatorie. La rilevanza dell’indagine nasce dalla distanza tra l’immagine generalmente ammirata di Grecia e Roma e alcune delle idee che possono trovare legittimazione attraverso quella stessa immagine. Comprendere questa distanza significa chiedersi come si formi il prestigio di una tradizione, quali aspetti del passato vengano resi familiari e quali restino meno visibili. Dozier affronta la questione come studioso dell’antichità, consapevole che anche la propria formazione è stata orientata da scelte interpretative raramente messe in discussione. Il suo punto di osservazione coinvolge dunque il rapporto tra conoscenza, insegnamento e responsabilità pubblica. Quando un riferimento antico rende un’affermazione più credibile, occorre comprendere su quali presupposti si fondi quella credibilità. Il libro merita attenzione perché invita a esaminare questo passaggio, spesso implicito, attraverso il quale l’importanza storica di una civiltà diventa autorità nel giudicare il presente.

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