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“Unspeakable Things. Silence, Shame, and the Stories We Choose to Believe” + Brooke Nevils (Viking, 2026)

giu 26, 2026
∙ A pagamento

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Unspeakable Things. Silence, Shame, and the Stories We Choose to Believe, pubblicato da Viking nel 2026, affronta una questione che attraversa insieme la vita privata, il lavoro, il diritto, il giornalismo e la cultura pubblica: che cosa accade quando una storia di violenza sessuale non corrisponde all’immagine semplice, ordinata e rassicurante che una società si è costruita su vittime, aggressori, consenso e verità. Brooke Nevils non propone soltanto un racconto personale, né si limita a ricostruire un caso divenuto noto nel contesto del MeToo. Il libro interroga il modo in cui le persone decidono a chi credere, quali elementi considerano credibili, quali comportamenti interpretano come sospetti e quali invece riconoscono come segnali di trauma. Al centro non vi è una contrapposizione astratta tra due versioni, ma il funzionamento di un intero sistema di aspettative: ci si attende che la vittima sappia subito nominare ciò che le è accaduto, che lo denunci immediatamente, che sia coerente, che non torni mai dall’autore dell’abuso, che non mantenga rapporti normali, che non mostri ambivalenza. Nevils mostra invece che proprio ciò che viene spesso usato per dubitare di una vittima può appartenere alla grammatica ordinaria della sopravvivenza. Il libro merita attenzione perché non semplifica il problema: prende sul serio la difficoltà del credere, la fallibilità della memoria, il rischio dell’errore, ma mostra anche quanto sia pericoloso affidarsi a stereotipi che sembrano buon senso e che, in realtà, proteggono chi abusa del proprio potere.

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