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“We Have Come to Be Destroyed. Growing Up in Cold War Britain” Laura Tisdall (Yale University Press, 2026)

giu 24, 2026
∙ A pagamento

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We Have Come to Be Destroyed. Growing Up in Cold War Britain, di Laura Tisdall, pubblicato da Yale University Press nel 2026, è un libro che obbliga a guardare la storia della Gran Bretagna del secondo Novecento da un punto di osservazione insolito: quello dei bambini, degli adolescenti e dei giovani che vissero la Guerra fredda non come sfondo diplomatico, ma come condizione ordinaria dell’esistenza. L’interesse dell’opera non sta soltanto nel recupero di testimonianze giovanili, ma nel modo in cui queste testimonianze modificano alcune categorie consolidate della storia contemporanea britannica. Il libro pone una domanda semplice e radicale: che cosa accade se la storia dello Stato sociale, della scuola, della famiglia, della sessualità, del conflitto generazionale, della paura nucleare e del neoliberismo viene osservata da chi era formalmente escluso dalla piena cittadinanza adulta, ma viveva già in modo diretto le conseguenze di quelle trasformazioni? Tisdall non tratta l’infanzia come una fase naturale e immobile della vita, né l’adolescenza come un semplice passaggio biologico verso l’età adulta. Le considera invece categorie storiche, prodotte da istituzioni, linguaggi, leggi, culture educative, paure sociali e rapporti di potere. Da questa prospettiva, il libro mostra che il confine tra bambini e adulti non fu soltanto una distinzione anagrafica, ma uno dei dispositivi attraverso cui la Gran Bretagna della Guerra fredda definì chi poteva parlare, decidere, votare, lavorare, desiderare, protestare, assumersi responsabilità o essere protetto. Per questo l’opera merita attenzione: perché sposta il tema dell’età dal margine al centro della storia politica e sociale.

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