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“When Prophecy Fails” Leon Festinger, Henry W. Riecken, Stanley Schachter (Presses Universitaires de France, 2022)

apr 06, 2026
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Nel saggio “L’échec d’une prophétie” di Leon Festinger, Henry W. Riecken e Stanley Schachter (Presses Universitaires de France, edizione 2022), la posta in gioco non è la curiosità per una “setta” pittoresca, ma un problema generale: che cosa accade quando una convinzione centrale, a cui una persona ha legato la propria identità e la propria vita pratica, viene smentita in modo pubblico e inequivocabile? Il libro prende sul serio la credenza come fatto psicologico e sociale, cioè come dispositivo che orienta attenzione, memoria, scelte, relazioni e, soprattutto, impegni difficili da revocare. Non si limita a osservare che le persone “si ostinano”: ricostruisce le condizioni in cui l’ostinazione diventa plausibile e persino funzionale, perché riduce una tensione interna insopportabile. La profezia fallita, in questa prospettiva, non è solo un errore di previsione; è una frattura tra mondo e rappresentazione del mondo, che minaccia di delegittimare retroattivamente gli investimenti compiuti. Da qui l’interrogativo che attraversa l’opera: se la realtà nega ciò che si crede, perché spesso non si abbandona la credenza, ma la si “salva” trasformandola, difendendola e, in certi casi, rilanciandola? E quali dinamiche collettive rendono possibile questa salvezza, soprattutto quando la credenza è condivisa, ritualizzata e sostenuta da una comunità che fornisce conferme, spiegazioni, protezioni simboliche? Il testo invita così a guardare alla fragilità della razionalità quotidiana non come deficit individuale, ma come esito di pressioni cognitive e sociali che diventano massime nei momenti di smentita.

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