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“Xiongnu: The World’s First Nomadic Empire” Bryan K. Miller (Oxford University Press, 2024)

feb 25, 2026
∙ A pagamento

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Pubblicato nel 2024 da Oxford University Press, il libro di Bryan K. Miller propone un rovesciamento di prospettiva su uno dei grandi nodi della storia eurasiatica: che cosa intendiamo davvero quando parliamo di “impero”, e chi ha il diritto di essere riconosciuto come soggetto capace di costruirne uno. Il caso degli Xiongnu – potenza della steppa che interagì per secoli con la Cina degli Han e con un vasto arco di regni e “stati mobili” dell’Asia interna – è qui trattato non come una parentesi barbarica ai margini della “civiltà”, ma come un laboratorio storico in cui si sperimentano forme di governo, integrazione e sfruttamento delle risorse in condizioni molto diverse da quelle agrarie e urbane. L’interrogativo di fondo non è soltanto se gli Xiongnu possano essere “classificati” come impero, ma quali presupposti nascosti guidino le classificazioni tradizionali: la centralità della scrittura, della burocrazia, delle città, delle infrastrutture stabili. Miller invita a osservare la politica dall’interno di un mondo in cui ricchezza e potere sono mobili, in cui la coesione si produce attraverso reti di persone, mandrie, rituali e oggetti, e in cui l’autorità si misura soprattutto nella capacità di controllare movimenti. Ne risulta una domanda più ampia e attuale: quante altre forme di statualità e di dominazione restano invisibili se continuiamo a usare, come metro universale, l’esperienza degli imperi agrari “sedentari”.

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