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Trascrizione

"Carlos lo sciacallo” di Valentine Lomellini

Lo scorso 27 maggio, Stroncature ha ospitato la presentazione del libro “Carlos Lo sciacallo” di Valentine Lomellini (Editori Laterza 2026).

Nel settembre 2021, Ilich Ramírez Sánchez, noto come Carlos lo Sciacallo, viene condannato all’ergastolo. La sentenza sembra chiudere definitivamente la vicenda di uno dei terroristi internazionali più ricercati della Guerra fredda, ma lascia aperta una domanda decisiva: Carlos fu davvero il capo di una rete globale del terrore manovrata dal Cremlino, oppure un attore autonomo, capace di muoversi tra ideologie, alleanze e interessi con straordinaria abilità?

Giovane venezuelano giunto a Mosca nel 1968, poi espulso dall’università, Carlos costruì nel tempo una propria costellazione di collaboratori e fiancheggiatori, attraversando la militanza nel Fronte popolare per la liberazione della Palestina, il terrorismo internazionale e una precoce adesione al jihadismo. Attentati in Europa, fughe, coperture, rapporti ambigui con Stati e organizzazioni: la sua figura si colloca nel punto di intersezione tra lotta armata, servizi segreti, guerra per procura e mercato globale della violenza.

Il rapimento dei ministri dell’OPEC a Vienna, nel dicembre 1975, resta l’azione più clamorosa attribuita alla sua rete: un gesto spettacolare, insieme politico e criminale, che mostrò quanto il terrorismo potesse incidere sugli equilibri internazionali. Anche l’Italia è stata sfiorata a lungo dal suo fantasma, tra ipotesi, piste e interrogativi legati alla strage di Bologna del 1980. Il volume ricostruisce così la parabola di un uomo poliglotta, camaleontico e avventuriero, interrogando gli appoggi di cui poté godere e ciò che la sua storia rivela sulle zone d’ombra della Guerra fredda.

Con l’autrice dialogano Miguel Gotor e Giorgio Zanchini.

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