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Trascrizione

“Etica del visibile. Dalla fotografia all’IA generativa” di Alessandra Scotti

Lo scorso 20 aprile, Stroncature ha ospitato la presentazione del libro “Etica del visibile. Dalla fotografia all’IA generativa” di Alessandra Scotti (Orthotes Editrice, 2025).

Che cosa significa “vedere” nell’epoca delle immagini algoritmiche e dell’intelligenza artificiale? Il volume affronta questa domanda interrogando il rapporto tra visione, sapere ed etica, e proponendo una riflessione sui regimi di visibilità che strutturano il nostro tempo. Dalla fotografia intesa come “presenza di un’assenza” fino all’immagine sintetica come nuovo spazio culturale, artistico e percettivo, il percorso ricostruisce i modi del nostro guardare e mostra come ogni immagine non si limiti a rappresentare il mondo, ma agisca su di esso, lo trasformi, lo istituisca.

Contro l’idea riduttiva che assegna alle immagini un ruolo puramente cosmetico o ornamentale, il libro elabora la proposta di una vera e propria propedeutica dello sguardo: un esercizio critico capace di insegnare a distinguere, scegliere e produrre immagini significanti. In questa prospettiva, pensare il visibile non è soltanto un problema estetico o teorico, ma un gesto politico. Diventa un modo per accedere in maniera più consapevole alla dimensione collettiva, per orientarsi nei dispositivi che plasmano la percezione e per immaginare una cittadinanza visiva più vigile e responsabile.

Con l’autrice, dialogano Léa Antonicelli e Alberto Romele.

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Assolutamente, procediamo.