Con Journal de l’Esprit Public Stroncature inaugura una nuova rubrica dedicata alla vita politica e culturale francese, in vista delle elezioni presidenziali del 2027. Un appuntamento importante non soltanto per la Francia, ma per l’intera Europa, i cui equilibri politici e istituzionali dipenderanno anche dalle scelte che matureranno a Parigi.
La rubrica nasce dall’intenzione di osservare il dibattito pubblico francese al di là della cronaca politica e delle contrapposizioni elettorali, prestando attenzione alle idee, alle tradizioni intellettuali e alle rappresentazioni della società che orientano le posizioni dei diversi schieramenti. Le elezioni offriranno l’occasione per esaminare una cultura politica nel momento in cui si confronta con le proprie contraddizioni e con i problemi del presente.
Lo sguardo, tuttavia, non si fermerà alla Francia. Le questioni che attraversano il dibattito francese riguardano, in forme diverse, tutte le democrazie europee: il rapporto tra Stato e società, la legittimità delle istituzioni, la rappresentanza politica, le trasformazioni del conflitto sociale, il rapporto tra libertà e uguaglianza, la tenuta del pluralismo e il significato stesso dell’appartenenza europea.
Osservare la Francia significherà, in questo senso, interrogarsi anche sull’Europa. Non per cercare nel caso francese una spiegazione generale delle trasformazioni politiche contemporanee, ma per comprendere, attraverso una delle sue più importanti tradizioni intellettuali e istituzionali, alcune delle questioni da cui dipenderà il futuro delle nostre democrazie.
“La rivolta francese e i limiti della spiegazione economica”
Con “Journal de l’Esprit Public”, Giovanni Perazzoli avvia da Parigi una nuova rubrica sulla vita politica e culturale francese, in vista delle presidenziali del 2027. Il primo intervento mette in discussione la lettura delle proteste come conseguenza dell’abbandono economico e sociale. Attraverso il confronto fra le rivendicazioni, le tutele esistenti e il dibattito pubblico, Perazzoli sostiene che la crisi debba essere interpretata anzitutto sul piano politico: nel rapporto con le istituzioni, nella polarizzazione e nelle idee attraverso cui vengono rappresentati lo Stato e la democrazia liberale. È anche il punto di partenza del percorso che la rubrica propone ai lettori. Giornali, libri e interventi degli intellettuali saranno esaminati per comprendere non soltanto le posizioni dei diversi schieramenti, ma le convinzioni sulle quali si fondano e che spesso rimangono fuori dalla discussione. Seguire questo confronto significa approfondire questioni che riguardano anche il resto d’Europa: la legittimità delle istituzioni, il rapporto fra libertà e uguaglianza e la capacità delle democrazie di conservare fiducia e consenso.


