Punti cardinali #100
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“Empire of Rags and Bones: Waste and War in Nazi Germany” Anne Berg (Oxford University Press, 2024)
In Empire of Rags and Bones. Waste and War in Nazi Germany (Oxford University Press, 2024) Anne Berg propone un cambio di prospettiva: non guardare al Terzo Reich solo come macchina politico-militare o come economia di guerra, ma come “regime dei rifiuti”, cioè come un ordine che pensa la società, le risorse e perfino le persone attraverso le categorie di scarto, recupero, pulizia, contaminazione. La domanda di fondo non è “quanto” la Germania nazista riciclasse, né se la retorica dell’autarchia fosse efficace, ma che cosa accade quando il senso comune economico viene riorganizzato attorno a una promessa apparentemente innocua – non sprecare nulla – e questa promessa si intreccia con una visione razziale del mondo che vuole eliminare ciò che dichiara impuro o inutile. Il libro invita quindi a considerare le pratiche quotidiane – raccogliere stracci, separare ossa e scarti, svuotare secchi di rifiuti, riparare calze, recuperare metalli – come punti di contatto tra vita ordinaria e violenza di Stato. In questa cornice, “fare ordine” non significa solo amministrare meglio: significa classificare, disciplinare, estrarre valore e, quando quel valore è giudicato esaurito, eliminare ciò che resta.
“Escaping Nature: How to Survive Global Climate Change” Pilkey et al. (Duke University Press, 2024)
Pubblicato nel 2024 da Duke University Press, Escaping Nature: How to Survive Global Climate Change affronta un problema che, nel discorso pubblico, viene spesso nominato ma raramente trattato nella sua dimensione più concreta: che cosa significa “vivere” dentro un clima che cambia, quando la stabilità su cui abbiamo costruito agricoltura, città, infrastrutture e abitudini quotidiane non è più garantita. Il libro non nasce per aggiungere un’ulteriore descrizione astratta del riscaldamento globale, ma per mettere a fuoco un insieme di domande operative e insieme morali: come riconoscere i rischi reali, come leggere la vulnerabilità dei luoghi, quali scelte individuali e collettive riducono l’esposizione agli impatti, e che cosa comporta, sul piano sociale, l’inevitabile aumento di disastri, migrazioni e conflitti. L’impianto è dichiaratamente orientato alla sopravvivenza e alla continuità della vita civile, senza indulgere all’illusione che bastino piccoli aggiustamenti: il nodo, suggeriscono gli autori, è che abbiamo collocato troppe cose—case, reti energetiche, approvvigionamenti alimentari e idrici—nel posto “giusto” per un clima passato e nel posto “sbagliato” per quello che sta arrivando. La prospettiva è quindi duplice: da un lato spiegare, con esempi e dati, quali forze stanno rimodellando il sistema Terra; dall’altro spingere il lettore a ragionare in termini di decisioni, tempi, priorità, preparando il terreno per un’idea centrale: l’adattamento è necessario subito, ma non può sostituire la mitigazione, perché senza riduzione delle emissioni ogni strategia di difesa resta provvisoria.
“Empire, Incorporated: The Corporations That Built British Colonialism” Philip J. Stern (The Belknap Press of Harvard University Press, 2023)
In “Empire, Incorporated” Philip J. Stern (The Belknap Press of Harvard University Press, 2023) propone di guardare al colonialismo britannico come a un processo costruito anche – e spesso soprattutto – da strumenti giuridici e finanziari che oggi assoceremmo al mondo dell’impresa: azioni, debito, credibilità, contratti, governance, responsabilità. L’idea di fondo non è semplicemente che “le compagnie” abbiano accompagnato l’espansione oltremare, ma che per lunghi tratti esse abbiano fornito il linguaggio e le tecniche con cui l’impero è stato immaginato, finanziato, legittimato e amministrato. Stern invita quindi a leggere la storia imperiale attraverso una domanda che resta inquietante anche nel presente: che cosa accade quando funzioni pubbliche – dal governo di territori alla guerra, dalla diplomazia alla giustizia – vengono affidate a soggetti privati organizzati come corpi collettivi, dotati di continuità nel tempo e capaci di agire “come una persona”? Il libro merita attenzione perché mostra quanto la linea fra pubblico e privato non sia un dato naturale, ma l’esito di contese, compromessi e invenzioni istituzionali; e perché ricostruisce come le promesse (e le ambiguità) di quei dispositivi abbiano reso possibile un colonialismo “a progetto”, disseminato, spesso caotico, ma sorprendentemente persistente.
“Hannibal and Scipio. Parallel Lives” di Simon Hornblower (Cambridge University Press, 2024)
Il volume Hannibal and Scipio. Parallel Lives, pubblicato nel 2024 da Cambridge University Press, propone una ricostruzione organica e comparativa delle traiettorie biografiche di due figure centrali della storia mediterranea del III e II secolo a.C.: Annibale Barca e Publio Cornelio Scipione Africano. Simon Hornblower, storico di grande autorevolezza e già specialista del mondo greco, adotta l’approccio della doppia biografia parallela per mostrare come le esperienze dei due comandanti si illuminino reciprocamente, non solo sul piano militare, ma soprattutto nei risvolti politici, istituzionali, culturali e memoriali. L’impostazione non mira a costruire due narrazioni autonome, bensì un’intelaiatura analitica integrata che consente di seguire i percorsi dei protagonisti dall’infanzia alle campagne in Iberia e Italia, dalle riforme civiche di Annibale alla centralità politica di Scipione, dalle interazioni con il mondo greco alle elaborazioni religiose e leggendarie che accompagnarono le loro figure. L’autore chiarisce fin dalle prime pagine che il confronto non si limita ai punti di contatto più noti, come la battaglia di Zama o gli incontri diplomatici, ma si estende a una molteplicità di parallelismi strutturali, dalle condizioni familiari alla gestione delle armate lontane dalla patria, dalla costruzione delle immagini pubbliche all’eredità culturale posteriore. Il libro si presenta dunque come una sintesi storica complessa, fondata su fonti antiche prevalentemente greche e latine, organizzate in una ricostruzione che unisce rigore filologico, attenzione prosopografica e interesse per la dimensione simbolica e culturale.
“Liquid Empire. Water and Power in the Colonial World” di Corey Ross (Princeton University Press, 2024)
Il libro Liquid Empire. Water and Power in the Colonial World, pubblicato da Princeton University Press nel 2024, presenta una ricostruzione sistematica del ruolo dell’acqua nella formazione, nel funzionamento e nelle trasformazioni dell’impero europeo tra XIX e XX secolo, mettendo in primo piano un elemento materiale che ha modellato infrastrutture, economie, rapporti sociali e forme di dominio. Corey Ross propone una lettura globale, trans-imperiale e comparativa, che considera Asia e Africa come spazi idraulicamente interconnessi e caratterizzati da continui attraversamenti di confini, idee tecniche, investimenti, personale amministrativo e pratiche di gestione degli ambienti acquatici. L’obiettivo dichiarato è rovesciare la tradizionale prospettiva “terra-centrica” della storia imperiale, mostrando che fiumi, laghi, coste, paludi e mari non furono margini del progetto coloniale, ma ne costituirono uno dei principali dispositivi di potere e una dimensione che influenzò mobilità, produzione agricola, industrializzazione, sviluppo urbano e controllo politico. L’introduzione chiarisce che il volume non si limita a descrivere opere idrauliche, ma esplora la dimensione ecologica, sociale, economica e ideologica delle politiche coloniali sull’acqua, evidenziando come esse accrescano le vulnerabilità strutturali del Sud globale, contribuendo a definire diseguaglianze persistenti nel mondo postcoloniale. Ross insiste sul carattere relazionale dell’acqua, fluido che collega ambienti naturali e società umane; e mostra come le interferenze tecnologiche europee abbiano trasformato sistemi idrici profondamente eterogenei, producendo effetti cumulativi che ancora oggi condizionano regioni colpite da scarsità, inondazioni, erosione costiera, dissesti delle falde e collasso ecologico di estesi stock ittici.






