Punti cardinali #107
La ricerca accademica internazionale è il luogo dove nascono i concetti che definiscono il nostro tempo e dove vengono forgiati gli strumenti per leggere la realtà e le sue evoluzioni. Eppure, l’accesso a questa fonte strategica è bloccato da barriere strutturali: la complessità delle opere originali, la loro assenza nel mercato italiano e i costi spesso proibitivi delle opere accademici e specialistiche.
Punti Cardinali nasce per abbattere queste barriere.
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“Growth: A History and a Reckoning” Daniel Susskind (The Belknap Press of Harvard University Press, 2024)
Nel suo Growth: A History and a Reckoning (The Belknap Press of Harvard University Press, 2024), Daniel Susskind affronta una questione che, pur essendo spesso trattata come un fatto “naturale” della vita economica moderna, in realtà è diventata una scelta politica, una narrazione culturale e, sempre più, un problema morale: la crescita. Il libro invita a guardare la crescita non solo come un indicatore tecnico (il “più” o “meno” di un certo numero), ma come una forza che ha organizzato aspettative collettive, priorità pubbliche e forme di legittimazione del potere. Susskind propone di tenere insieme due evidenze che normalmente vengono separate: da un lato la crescita come condizione storicamente eccezionale che ha reso possibili conquiste straordinarie in termini di benessere materiale, salute, conoscenza; dall’altro la crescita come processo che, nella sua forma attuale, genera costi distruttivi e rischi sistemici. La prospettiva è doppia: ricostruire l’enigma storico della crescita moderna (perché è iniziata così tardi e perché è stata sostenuta), e poi mettere a fuoco il dilemma contemporaneo (perché continuiamo a inseguirla, pur sapendo che il prezzo sta diventando insostenibile). In filigrana, il libro chiede di sostituire l’abitudine con un esame più severo: che cosa stiamo davvero cercando quando diciamo “crescita”, e che cosa siamo disposti a sacrificare per ottenerla.
“Grand Strategy and Military Alliances” Peter R. Mansoor, Williamson Murray (Cambridge University Press, 2016)
Ci sono libri che valgono soprattutto come strumenti di orientamento: non perché offrano una “teoria definitiva”, ma perché insegnano a guardare i problemi giusti nel modo giusto. Grand Strategy and Military Alliances(Cambridge University Press, 2016) appartiene a questa categoria: un volume collettaneo curato da Peter R. Mansoor e Williamson Murray che prende sul serio una domanda spesso semplificata nel dibattito pubblico, cioè come e perché gli Stati scelgono di legarsi ad altri Stati quando sono in gioco sopravvivenza, sicurezza, espansione o contenimento di un rivale. Il punto di partenza non è moralistico né celebrativo: le alleanze non sono presentate come “famiglie di valori”, ma come dispositivi politici e militari che possono funzionare, incepparsi, produrre vantaggi inattesi o generare costi non previsti. Il libro invita a ragionare sull’intreccio fra grandi obiettivi politici (la “grand strategy”, cioè la strategia complessiva di uno Stato) e le condizioni concrete della cooperazione: fiducia, regole di comando, cultura strategica, geografia, risorse, vincoli interni. In questo senso l’opera spinge il lettore a misurarsi con interrogativi che non invecchiano: quanto pesa l’allineamento degli interessi rispetto alle affinità ideologiche? che cosa rende governabile una coalizione? quando l’urgenza del pericolo unisce e quando, al contrario, la paura di perdere spinge a defezioni e tradimenti?
“War in Ukraine: Conflict, Strategy, and the Return of a Fractured World” Hal Brands (Johns Hopkins University Press, 2024)
Pubblicato nel 2024 da Johns Hopkins University Press, War in Ukraine: Conflict, Strategy, and the Return of a Fractured World è un volume collettaneo curato da Hal Brands che prova a fare una cosa insieme necessaria e rischiosa: ragionare su una guerra in corso senza ridurla né a cronaca giornalistica né a giudizio morale istantaneo. Il libro parte dall’idea che l’invasione russa dell’Ucraina non sia soltanto un episodio regionale, ma un evento rivelatore: mette in luce quanto fossero fragili le regole che molti ritenevano acquisite dopo la fine della Guerra fredda e quanto rapidamente possano riemergere logiche di competizione tra potenze, coercizione economica e minaccia nucleare. La prospettiva è quindi strategica e sistemica: non “che cosa è successo” in senso minuto, ma “che cosa significa” in termini di ordine internazionale, deterrenza, alleanze, mobilitazione industriale, rapporti tra democrazie e autocrazie. Il volume invita a confrontarsi con interrogativi di fondo: da dove nasce davvero la decisione russa di escalare nel 2022, perché la deterrenza occidentale ha fallito, quali dinamiche militari e politico-sociali rendono la guerra più lunga e più dura del previsto, e in che modo l’esito – qualsiasi esso sia – riscriverà equilibri, norme e aspettative globali.
“The Rise of AI Agents: Integrating AI, Blockchain Technologies, and Quantum Computing” di Petar Radanliev (Pearson, 2025)
Il volume The Rise of AI Agents: Integrating AI, Blockchain Technologies, and Quantum Computing, scritto da Petar Radanliev e pubblicato da Addison-Wesley (Pearson) nel 2025, si pone come un manifesto tecnico e teorico sulla prossima fase dell’evoluzione digitale. L’opera non si limita a trattare le tre tecnologie menzionate nel titolo come silos separati, ma indaga la loro necessaria convergenza per raggiungere stadi avanzati di intelligenza artificiale, fino a toccare le prospettive dell’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) e della superintelligenza. L’autore, ricercatore presso l’Università di Oxford, adotta un approccio multidisciplinare per affrontare una delle questioni più pressanti del nostro tempo: come garantire sicurezza, trasparenza e affidabilità in sistemi che stanno diventando esponenzialmente più potenti. Il testo esplora l’ipotesi secondo cui l’integrazione tra la capacità decisionale degli agenti AI, l’immutabilità dei registri blockchain e la potenza di calcolo del quantum computing sia l’unica via percorribile per gestire la complessità computazionale futura e mitigare i rischi di una “singolarità tecnologica” incontrollata. Attraverso una narrazione che intreccia rigorosa analisi tecnica e scenari futuri, il libro offre una roadmap per accademici, politici e tecnologi, delineando un futuro in cui la crittografia post-quantistica e i contratti intelligenti decentralizzati costituiscono l’infrastruttura critica per una società digitalizzata.
Licosia
È la casa e la casa editrice di Stroncature. Fondata nel 2015, pubblica testi di saggistica e opere scientifiche distribuite in Italia e all’estero, e attraverso Casalini nelle più importanti biblioteche europee.
La sfida della democrazia: strategie per il migliore dei mondi possibili
Siamo lupi e formiche. Predatori solitari e costruttori di città. Questa doppia natura ci accompagna da sempre, creando una tensione irrisolvibile tra l’individuo e la collettività, tra la foresta e la polis.
In un’epoca di declino cognitivo e aspettative deluse, la democrazia liberale affronta sfide senza precedenti. Non sono le tecnologie a minacciarci, ma un “bug” più profondo: abbiamo smesso di lottare per ciò che vogliamo essere, cercando invece soluzioni esterne che ci risparmino lo sforzo di pensare, scegliere, decidere.
Questo libro percorre un viaggio dalla fisica quantistica alla biologia evolutiva, dall’intelligenza artificiale alle neuroscienze, dalla filosofia politica all’economia, per mostrare come la democrazia non sia un punto d’arrivo ma un processo faticoso che richiede coscienza, memoria, immaginazione e soprattutto fiducia.






